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Federico Peirone

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11 Febbraio 2015

SIRIA – ( 11 Febbraio 2015 )

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Siria: oltre 20 mila combattenti stranieri con i jihadisti

L’ostaggio britanniso John Cantile usato dalla propaganda dell’Is – ANSA

Nell’ultimo periodo il numero di militanti stranieri giunti in Siria attraverso la Turchia per combattere nelle file dei jihadisti è aumentato con un ritmo “senza precedenti”: da tutto il mondo più di 20mila persone si sarebbero unite alle truppe dell’autoproclamato Stato Islamico o ad altri gruppi estremisti. È quanto hanno riferito fonti ufficiali dell’intelligence statunitense, secondo cui – riferisce l’agenzia AsiaNews – i volontari della guerra santa provengono da più di 90 nazioni e, di questi, almeno 3.400 da Stati occidentali (150 gli americani).

I combattenti prediligono lo Stato Islamico
Nel documento diffuso dal National Counter-Terrorism Center (Nctc), con sede in Virginia, emerge che i combattenti stranieri prediligono arruolarsi fra le milizie del sedicente Stato Islamico, che esercitano oggi maggiore attrattiva rispetto ad altri movimenti estremisti e terroristi. Gli esperti hanno ritoccato le stime diffuse a gennaio, secondo cui i jihadisti giunti in Siria sarebbero stati circa 19mila. Non vi sono dati certi ma, secondo quando riferisce il direttore Nctc Nicholas Rasmussen, le “linee di tendenza sono chiare e preoccupano”.

In Siria la maggioranza dei combattenti stranieri
Per chiarire le dimensioni del fenomeno, l’esperto di intelligence spiega che “il numero dei combattenti stranieri diretti in Siria non ha precedenti” e “supera” quello relativo a quanti sono andati “in Afghanistan e Pakistan, Iraq, Yemen, Somalia o in altre zone negli ultimi 20 anni”. Molto varia è anche la tipologia dei jihadisti stranieri diretti in Medio Oriente, tanto che non “non rientrano in alcuno stereotipo” o categoria particolare cui ricondurli. Da tempo i governi occidentali hanno lanciato l’allarme in merito al numero crescente di concittadini che partono per la Siria e l’Iraq, per combattere fra le fila dei gruppi islamisti. Un fenomeno che è cresciuto ancor più all’indomani degli attentati di Parigi, che hanno causato 17 morti e seminato il panico per giorni nel cuore dell’Europa.

L’Is affascina per l’uso ottimale della propaganda
Secondo il direttore di Nctc le milizie dello Stato Islamico riescono a richiamare un numero così elevato di combattenti grazie anche all’uso ottimale della propaganda sul web e sui social media; la produzione di video e filmati, realizzati in diverse lingue e molto curati, ha esercitato un grande fascino sui giovani occidentali. Oltre alle immagini di decapitazioni e violenze, il gruppo ha capito come si possono raggiungere e indottrinare migliaia di ragazzi e ragazze; ad una vita “alienata” e senza speranza, essi oppongono una immagine “bucolica” e affascinante nei territori occupati dal cosiddetto “Califfato”. “Al Qaeda e le sue varie affiliazioni in Medio Oriente e in Africa – conclude Nicholas Rasmussen – non hanno mai mostrato un tale acume in tema di propaganda”. (R.P.)

 

Il testo originale e completo si trova su:

http://it.radiovaticana.va/news/2015/02/11/oltre_20_mila_combattenti_stranieri_per_il_jihad/1122771