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Federico Peirone

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13 Luglio 2016

SIRIA – ( 13 Luglio 2016 )

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Siria: Ancora bombe su Aleppo, paura nel collegio francescano

Gli effetti dell'ultimo bombardamento su Aleppo - REUTERS

Gli effetti dell’ultimo bombardamento su Aleppo – REUTERS

Sale il bilancio delle vittime colpite durante l”ultimo bombardamento ad Aleppo, per la maggior parte bambini, più di 400 i feriti e i mutilati. Sono ore drammatiche quelle che si stanno vivendo oggi in Siria. La paura e il clima di tensione aleggia ancora dopo l’ultimo attacco avvenuto nella zona del collegio francescano di Sant’Antonio. L’escalation di violenza minaccia anche il convento, luogo in cui, durante l’avvisaglia, centinaia di fedeli si erano riuniti per rifugiarsi dal pericolo. Padre Firas Lutfi, vice parroco del collegio francescano di Aleppo, racconta il clima di terrore nell’intervista di Michele Ungolo.

R. – Eravamo qua in convento e un paio di missili sono caduti e hanno causato molti danni materiali. C’è anche la chiesa qui, frequentata durante la settimana; c’è anche la Messa quotidiana: per fortuna non c’erano fedeli… Ma questo danno ha causato uno squarcio sul tetto del convento e ha causato – diciamo – un disastro. E’ l’ennesima volta che questo convento viene colpito… Quando questa famosa tregua è stata infranta, i missili sono tornati!

D. – Quanto tempo è durato il bombardamento? E quante vittime ci sono state?

R. – Il bombardamento è durato 3-4 giorni… Era la Festa del Sacrificio dei musulmani, dopo il mese del Ramadan e  tanti bambini sono stati uccisi, soprattutto in un Luna-park in cui stavano giocando: lì, almeno una decina di bambini. Di colpo! Ma in tutta la città di Aleppo i morti sono arrivati a 50 e a più di 400 i feriti e i mutilati.

D. – Qual è la situazione che si vive oggi ad Aleppo?

R. – Oggi sembra abbastanza sereno. Però – di solito – i bombardamenti iniziano la notte, dalla notte fino all’alba. Quindi non si dorme: ieri non si riusciva a chiudere un occhio… Durante il giorno c’è, più o meno, una tranquillità…

D. – Questi attacchi nascono principalmente da interessi economici. Ma cosa porta l’uomo a colpire delle aree abitate da centinaia e centinaia di civili, solo per ricchezza, e rimanere totalmente indifferenti?

R. – Purtroppo il movente principale – e direi di tutti i conflitti e della guerra – è l’interesse politico ed economico. Sono legati l’uno all’altro. La situazione è sfuggita di mano al governo siriano, ai ribelli. All’inizio sembrava quasi una ribellione, un colpo di Stato: però, poi, già dopo i primi mesi, abbiamo capito che la questione diventava regionale e internazionale. Quelli che pagano le conseguenze sono soprattutto gli innocenti, i poveri, gli indifesi. Questa guerra non è una guerra ordinaria, non è una guerra fra due Stati: è una guerra civile e i razzi lanciati colpiscono soprattutto la parte indifesa, quella dei bambini, delle donne, degli anziani. Non c’è una zona di Aleppo in cui si possa dire essere sicura al cento per cento. Noi abbiamo il campo estivo, sono 350 bambini e ragazzi: ieri e l’altro giorno abbiamo dovuto sospendere l’attività …. E ora dove vanno? Tornano a stare a casa, sempre con la paura crescente, con preoccupazione. E questo anche perché i genitori non sono tranquilli, non sono sereni di mandare i loro ragazzi. Al Collegio di Sant’Antonio, ad Aleppo, abbiamo un grande spazio che accoglie decine di centinaia di persone.

D. – Quanto è lontana la pace?

R. – La pace la stiamo attendendo dal Principe della Pace. Io personalmente sono disperato del tentativo dell’uomo, perché vedo che ogni qualvolta che si punta e si conta sull’uomo, troviamo solamente interessi, conflitti e violenza.

D. – Quanta paura c’è stata in questo ultimo bombardamento?

R. – E’ veramente indescrivibile! Appena abbiamo sentito questo lancio di missili accanto al mio convento, alcuni sono entrati subito in panico e non vedevano l’ora di entrare in macchina e andare via; altri giovani che sono rimasti nel convento, chiedendo proprio protezione, sono impalliditi, avevano paura, non sapevano se uscire o rimanere… Il problema è che dura per ore e ore. Alla fine vieni bloccato o all’interno della sua macchina o per la strada …. Vogliamo veramente vedere la pace in Siria! Sono già passati 5 anni: siamo entrati nel sesto anno… E poi? Neanche una soluzione, neanche uno spiraglio, neanche una possibilità di vedere finalmente un po’ di serenità e un po’ di pace.

Il testo originale e completo si trova su:

http://it.radiovaticana.va/news/2016/07/13/siria_ancora_bombardamenti_ad_aleppo/1243932