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Federico Peirone

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15 Gennaio 2015

SIRIA – ( 15 Gennaio 2015 )

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Allarme profughi siriani. Zenari: grave dimenticare conflitto

Siria – EPA

Allarme profughi siriani in Giordania, ma anche in Libano: a lanciarlo è l’Alto Commissariato dell’Onu per i Rifugiati parlando dello stato estremo di povertà, inferiore a quello nazionale, in cui versano queste persone: oltre 150 mila quelle che vivono fuori dai campi attrezzati e che quindi mancano di elettricità, servizi igienici o muoiono di freddo. “La Comunità internazionale deve aumentare il sostegno per evitare che le famiglie facciano scelte drastiche di sopravvivenza” ha detto il Commissario Onu Antonio Guterres. Intanto sul terreno il conflitto interno e la furia dei miliziani dello Stato islamico, continuano a mietere vittime, ma la questione siriana sembra caduta nell’ombra come denuncia mons. Mario Zenari, Nunzio Apostolico a Damasco, al microfono di Cecilia Seppia:

R. – E’ il quarto inverno che i siriani stanno vivendo e ogni inverno è sempre stato peggiore del precedente. Quest’anno in modo particolare. La gente vive in certi accampamenti, di fortuna, in mezzo al fango, sotto la neve: bambini che soffrono, qualcuno che è morto di fame, chi per il freddo… Dobbiamo fare qualcosa veramente per venire incontro a questa povera gente.

D. – La conseguenza tra l’altro più ovvia di questa povertà estrema in cui si trovano a vivere milioni di profughi e rifugiati siriani è che le famiglie optano per scelte drastiche: cioè, i bambini abbandonano la scuola, le donne sono a rischio  sfruttamento anche sessuale… Quindi per questo è importante che la Comunità internazionale intervenga…

R. – … Certo, oltre a questo sappiamo anche della piaga di matrimoni “forzati” in tenera età, 13, 14, 15 anni… E poi pensiamo anc

he al rischio dell’arruolamento di bambini, di bambini soldato e tante altre conseguenze. Quindi bisogna soprattutto che la Comunità internazionale aumenti gli sforzi economici per venire incontro a questa gente, a questi rifugiati e, direi, anche senza dimenticare che oltre a questi tre milioni, tre milioni e mezzo di rifugiati nei Paesi confinanti con la Siria, ci sono circa 7 milioni di profughi sfollati interni alla Siria, che vivono lo stesso in condizioni difficili, anche loro soffrono il freddo,  alle volte sono alle prese con gli alloggi, trovare gli alloggi, riscaldarsi, il combustibile, costa, le malattie… Senza dimenticare che, sempre secondo le statistiche delle Nazioni Unite, in Siria, 12 milioni di civili circa hanno bisogno di assistenza umanitaria a vari livelli.

D. – Gli attacchi terroristici di Parigi hanno messo il conflitto siriano un po’ nel cono d’ombra. Sembra sempre che ci sia una crisi più importante della Siria che invece è martoriata da questo conflitto, da quasi 5 anni…

R. – E’ Grave dimenticare questo conflitto, è grave! E quello che si è visto in questi ultimi giorni nei tragici eventi di Parigi fa pensare che tra le principali soluzioni del fenomeno del terrorismo c’è quella anche di andare alle radici, di tagliare un po’ l’erba sotto i piedi a questo fenomeno. Perciò finché dura questo conflitto siriano, purtroppo, ci sarà dall’altra parte la continuazione di questo terribile fenomeno del terrorismo: una cosa richiama l’altra.

D. – Noi apprendiamo tutti i giorni notizie di attentati anche compiuti spesso dai miliziani dello Stato islamico. Com’è la situazione sul terreno?

D. – Gli attacchi ci sono sempre. C’è la parte ad est della Siria, dall’Eufrate verso il confine con l’Iraq, che è una zona sotto il cosiddetto Califfato o Stato islamico. Non è che si possono avere molte notizie e purtroppo quello che trapela sono notizie e immagini agghiaccianti.

 

Il testo originale e completo si trova su:

http://it.radiovaticana.va/news/2015/01/15/allarme_profughi_zenari_grave_dimenticare_la_siria/1118382