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Federico Peirone

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16 Gennaio 2013

SIRIA – ( 16 Gennaio )

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10:59SIRIA: PADRE NIMEH (BETLEMME), “SIAMO TRA DUE FUOCHI”

 

Cristiani tra due fuochi e a rischio estinzione in Siria, dove si sta verificando quanto già avvenuto in Iraq. È un panorama a tinte fosche quello che il parroco della chiesa siro-ortodossa di Betlemme, padre Butros Nimeh, descrive al Sir (clicca qui) riportando le notizie che giungono dai suoi confratelli che ancora restano nel Paese di Bashar al-Assad. “Le notizie – dice – che arrivano dalla Siria sono brutte. Il popolo soffre, i cristiani locali soffrono non solo per la guerra ma anche per la loro fede. Sta accadendo la stessa cosa di altri Paesi arabi dove vediamo i fondamentalisti islamici fronteggiare e sconfiggere con la forza i governi locali”. (segue)

11:00SIRIA: PADRE NIMEH (BETLEMME), “SIAMO TRA DUE FUOCHI” (2)

 

Per il parroco “si tratta di un conflitto economico e politico dai connotati religiosi. La religione viene usata come detonatore di tensioni e di violenza. Guardiamo cosa è accaduto in Iraq negli ultimi venti anni. In queste due decadi oltre un milione di cristiani hanno lasciato quel Paese. La stessa cosa, adesso, si sta verificando in Siria. Siamo tra due fuochi”. I fuochi sono gli sciiti e i sunniti che, per padre Nimeh, “fanno capo a Iran e Arabia saudita”. Invece “i cristiani sono contrari alla guerra. Vogliamo che si depongano le armi e si dialoghi per il bene del Paese”. Purtroppo il rischio è che “con un governo saldamente in mano ai fondamentalisti islamici non ci sarà libertà e libertà religiosa in particolare. E a preoccuparsi non sono solo i cristiani ma anche tutti quei fedeli siriani musulmani moderati e aperti al dialogo e alla tolleranza”.