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Federico Peirone

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21 Maggio 2014

SIRIA – ( 21 Maggio )

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Homs, la prima messa dopo la Jihad
 
 

 

Rilanciamo un articolo molto interessante di “LPL” (La Perfetta Letizia) sulla situazione di Homs, dove, come si vede dalla foto, è stata celebrata la prima messa dopo la liberazione della città dalla presenza della “Legione Straniera” fondamentalista islamica finanziata da Qatar, Arabia Saudita, Turchia Stati Uniti.Nell’articolo, che vi consigliamo di leggere in integrale, ci sono molti elementi interessanti, anche alla luce di quello che stiamo vedendo in Libia in questi giorni. E, soprattutto, ci sembra interessante l’ultima parte, relativa alle elezioni siriane e al candidato filo americano al governo del Paese.
 
marco tosatti

Rilanciamo un articolo molto interessante di “LPL” (La Perfetta Letizia) sulla situazione di Homs, dove, come si vede dalla foto, è stata celebrata la prima messa dopo la liberazione della città dalla presenza della “Legione Straniera” fondamentalista islamica finanziata da Qatar, Arabia Saudita, Turchia Stati Uniti e appoggiata dal gruppo “Amici della Siria” di cui fa parte – il che non può non destare perplessità – anche l’Italia.   

Nell’articolo, che vi consigliamo di leggere in integrale, ci sono molti elementi interessanti, anche alla luce di quello che stiamo vedendo in Libia in questi giorni: “Non è la prima vota in questo secolo che governi legittimi vengono rimossi perché ritenuti non corrispondenti o nocivi agli ‘interessi d’area’ delle grandi potenze mondiali. Agli attori di questi disegni globali non interessano i cambiamenti sociali ma realizzare affari e progetti politici proficui. Ciò su cui ci si dovrebbe interrogare è se esista al mondo qualcosa che possa giustificare il prezzo pagato dalla popolazione siriana. Il dramma più grande è che non c’è niente che valga questo prezzo e non c’è nulla che lo giustifichi. La morte di migliaia di siriani, il degrado miserabile della vita, lo scardinamento delle tradizioni, la negazione della libertà religiosa e democratica: tutto è stato venduto per una collana di perle finte, per un’impostura. La realtà attende di essere guardata! L’anima siriana, l’idea di stato e il senso di appartenenza nazionale, sentimento fortissimo tra i siriani, (e con esse le aspirazioni di riforme non violente) è tramontato con i primi califfati imposti dall’ISIS (lo Stato Islamico d’Iraq e Siria) e da al- Nusra (al Qaeda) nelle zone da loro occupate del paese. Oggi, la vita grama dei campi profughi è conosciuta da 4 milioni di siriani, mentre il terrore della guerra è incombe su tutti. Il popolo fugge dalle roccaforti dell’opposizione: ad Aleppo orientale chi ha potuto si è spostato nella metà occidentale controllata dal governo; quelli nella fascia sud e sud-orientale di Quneitra si sono mossi verso il centro della regione e le zone orientali; quelli di Homs controllata dai ribelli e dell’area rurale di Hama, si erano trasferisti ad Hama City e a Salamiya in mano all’esercito regolare… Ma torniamo ad Homs. I combattimenti hanno distrutto la maggior parte della città. I jadisti hanno imposto la sharia ed hanno impedito agli abitanti dei quartieri di scappare, usandoli come scudo umano per rendere problematica la risposta dell’esercito. Dopo tre anni guerra la settimana scorsa la svolta: le milizie jihadiste hanno lasciato la città per via di un accordo con il governo che ha previsto come contropartita, uno scambio di prigionieri e l’incolumità”.  

E, soprattutto, ci sembra interessante l’ultima parte, relativa alle elezioni siriane e al candidato filo americano al governo del Paese: “Dunque, quelle siriane, presidenziali farsa. Per gli USA, ”l’unico e legittimo rappresentante del popolo siriano” è invece Ahmed Jarba (il nuovo leader degli armati dell’esercito libero siriano), un siriano sconosciuto nel proprio paese con a carico precedenti penali per traffico di droga e l’accusa di tentato omicidio del ministro degli esteri qatariota Khalifa al-Thani  . Difficilmente l’uomo risulterebbe gradito ai siriani: ma è gradito all’Arabia Saudita e agli Stati Uniti, ed è quanto basta. Le porte della buona società gli si sono spalancate: Jarba è andato a Washington, ha incontrato Barak Obama, poi è stato presentato al Senato degli Stati Uniti (dove Kerry ha garantito personalmente per lui). E’ tornato a casa con un assegno di 287 milioni dollari per aiuti ‘non letali’ per le sue ‘forze di opposizione’ (la cifra ‘donata finora dagli USA ai ribelli è di $ 1,7 miliardi). E l’Italia? Il nostro paese, in una situazione di evidente cospirazione internazionale ai danni di un paese sovrano, è ancora tra gli ‘amici della Siria’ e finora ha appoggiato tutte le decisioni palesemente contraddittorie che ivi si sono prese, in netta contrapposizione con il nostro dettato costituzionale”. 

Il testo completo si trova su:

http://www.lastampa.it/2014/05/21/blogs/san-pietro-e-dintorni/homs-la-prima-messa-dopo-la-jihad-ymGvApHWHHccMSLg1ibHLK/pagina.html