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Federico Peirone

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23 Aprile 2013

SIRIA – ( 23 Aprile )

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In Siria colpita la comunità cristiana: rapiti due vescovi ortodossi



Sempre più caotica e drammatica la situazione in Siria. A farne le spese ieri la comunità cristiana con il rapimento di due vescovi di Aleppo. Intanto sul terreno sempre altissimo il livello dello scontro, mentre dall’Onu arriva la richiesta di stop agli aiuti militari all’opposizione, proprio il giorno dopo che gli Stati Uniti avevano annunciato nuovi finanziamenti in tal senso. Ci riferisce Marina Calculli:RealAudioMP3

Alcuni dicono sia stata una risposta al massacro di Damasco il rapimento di due vescovi nel nord della Siria, vicino ad Aleppo. I monsignori Yohanna Ibrahim e Bulos Yazigi, il primo siriaco-ortodosso e il secondo greco-ortodosso, sono stati bloccati ieri da uomini armati mentre viaggiavano dal confine siriano-turco verso Aleppo. Gli uomini hanno ucciso l’autista sul posto – secondo fonti locali – mentre i due vescovi sono stati portati in un luogo sconosciuto. Lo sgomento nella comunità cristiana rievoca il rapimento nel febbraio scorso di altri due preti – padre Michel Kayyal, armeno cattolico, e padre Maher Mahfuz, greco-ortodosso – dei quali non si hanno più notizie. Intanto dal Qatar l’influente religioso Youssef al-Qaradawi, vicino ai Fratelli Musulmani, ha fatto appello alle Jahbat al-Nousra, le milizie islamiste che combattono in Siria, perché rinuncino all’alleanza con al-Qaeda e uniscano le proprie forze con quelle dell’esercito siriano libero (esl). L’Iran invece torna a difendere il regime: Bashar deve restare fino alle elezioni del 2014. Sarà allora il popolo a decidere le sue sorti.

Di Siria ieri si è parlato anche nell’incontro a Bruxelles tra il segretario di Stato americano, John Kerry – che per la prima volta ha visitato le istituzioni europee – il numero uno della Commissione europea, Barroso e il Presidente del Consiglio, Van Rompuy. Sul tavolo anche l’emergenza terrorismo. Il servizio di Laura Serassio:RealAudioMP3

In Siria non si possono aspettare altri morti e nuovi rifugiati, bisogna arrivare al più presto a una soluzione pacifica, anche di fronte al potenziale utilizzo di armi chimiche. Così il segretario di Stato americano John Kerry a Bruxelles, a cui ha fatto eco il Presidente dell’esecutivo europeo, José Barroso, indicando la soluzione politica come l’unica via possibile. Proprio mentre a Lussemburgo i responsabili delle diplomazie dei 27 decidevano di allentare l’embargo del petrolio contro il Paese, Barroso ha anche annunciato un nuovo e complessivo pacchetto di aiuti umanitari per la Siria. Dopo l’attentato di Boston, la sfida del terrorismo non poteva non essere al centro delle conversazioni tra i due leader. Per combatterlo, Kerry propone una doppia strategia: da una parte una diplomazia economica – migliorare le condizioni di vita delle persone per prevenire i radicalismi – dall’altra il dialogo con l’Islam moderato, affinché l’ala maggioritaria possa prevalere su quella estremista. E poi il commercio, l’accordo di libero scambio che si inizierà a negoziare dopo l’estate rappresenta per Barroso la maniera più efficiente per rispondere alla crescita modesta, mentre Kerry ha ricordato che, tra gli obiettivi dell’intesa, c’è quello di aumentare, tramite l’interscambio, anche l’occupazione.

Testo proveniente dalla pagina

 
http://it.radiovaticana.va/news/2013/04/23/in_siria_colpita_la_comunit%C3%A0_cristiana:_rapiti_due_vescovi_ortodossi/it1-685505
 

del sito Radio Vaticana