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Federico Peirone

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23 Giugno 2017

SIRIA – (23 Giugno 2017)

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Nunzio Zenari dal Papa: porto la sua carezza ai siriani. Serve fine violenze

Mons Mario Zenari Nunzio apostolico in Siria

Mons Mario Zenari Nunzio apostolico in Siria

Continua la pioggia di missili contro le postazioni dei jihadisti dello Stato islamico in Siria: partono da navi militari russe nel Mediterraneo orientale e colpiscono gli insediamenti della provincia siriana di Hama. Intanto nel nord est, arrivano i primi convogli umanitari dopo due anni di isolamento dei civili. Una soluzione politica ancora non c’è, mentre le vittime civili aumentano: oltre 470 dall’inizio di maggio secondo fonti dell’opposizione. Anche di questa emergenza umanitaria ha parlato oggi al Papa, il Nunzio apostolico in Siria, il cardinale Mario Zenari reduce dalla 90° Plenaria della Roaco. Gabriella Ceraso lo ha intervistato al termine dell’udienza col Pontefice:

R. – Sono andato dal Papa accompagnato da 23 milioni di siriani – cattolici, cristiani, musulmani e di altre religioni – che hanno una grande stima del Papa, che lo ringraziano per tutto quello che fa, e ho portato una grande richiesta: la cessazione della violenza e il bisogno di pace. Il Papa non solo prega, agisce a livello internazionale anche con aiuti concreti. Salutandomi, così, sulla porta mi ha detto: “Porti una carezza a tutti i siriani che soffrono”. Purtroppo, questa è una delle priorità urgenti perché più della metà degli ospedali o istituti ospedalieri sono stati messi fuori servizio dalla guerra. Facciamo appello alla generosità di tutti.

D. – Oggi ci sono altri dati di tante vittime civili,nell’ultimo mese oltre 400 ancora, sotto i bombardamenti – perché continuano i bombardamenti in Siria, lo vogliamo ricordare. Per ora si parla sempre di bombardamenti contro i jihadisti del cosiddetto Stato islamico: ma è ancora così lontana una soluzione politica tra i siriani?

R. – Purtroppo, sul piano del conflitto adesso le notizie che arrivano dal fronte orientale, da Raqqa e da Deir Ezzor, sono piuttosto preoccupanti. La gente che cerca, che vorrebbe uscire e che non ci riesce … forse bisognerebbe implementare dei corridoi umanitari. Quanto a una soluzione politica, direi che bisognerebbe arrivare prima di tutto a una cessazione della violenza. L’accordo di Astana del 4 maggio scorso prometterebbe bene, anche se qui il condizionale è d’obbligo perché poi, ad attuarlo nella pratica vengono poi i problemi. Quello che si deve cercare di ottenere adesso è la cessazione della violenza. Poi la soluzione politica, questa si vedrà perché è molto lontana: bisogna battere sempre il chiodo e quindi i Colloqui di Ginevra … ma non bisogna nascondersi quanto sia complicata la realtà. Un siriano, due settimane fa, con amarezza mi faceva il conto delle bandiere straniere attualmente presenti in Siria: ecco ci sono armamenti, ci sono militari, quindi direi che è un conflitto molto, molto complesso, però con l’aiuto della comunità internazionale bisogna arrivare a una soluzione politica. Ma, ripeto, il primo, il primo passo ora dev’essere quello di una cessazione della violenza per permettere gli aiuti umanitari.

D. – Quando lei prega per la Siria, che cosa chiede?

R. – In fondo, preghiamo tutti il Dio di Abramo, di Isacco e di Giacobbe e preghiamo per la pace che è il dono più desiderato in questa zona, in questa parte del Medio Oriente.

 

Il testo originale e completo si trova su:

http://it.radiovaticana.va/news/2017/06/23/nunzio_zenari_dal_papa_porto_la_sua_carezza_ai_siriani/1320965