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Federico Peirone

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27 Febbraio 2012

SIRIA – ( 27 Febbraio )

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Nuove sanzioni Ue contro Damasco. Mons. Fitzgerald: dialogo e aiuti umanitari

Con l’89 per cento di sì passa in Siria il referendum sulla nuova Costituzione. L’Onu però è critica sulla regolarità della consultazione. Intanto i ministri degli esteri dell’Ue hanno approvato un nuovo pacchetto di sanzioni contro il governo siriano, ma sul terreno si registrano ancora vittime: 35 secondo gli attivisti solo ad Homs. Al microfono di Stefano Leszczynski Mons. Michael Fitzgerald, nunzio al Cairo e osservatore per la Santa Sede presso La Lega Araba, che pochi giorni fa ha preso parte alla conferenza degli amici della Siria a Tunisi:RealAudioMP3 

R. – La Conferenza di Tunisi ha dimostrato la preoccupazione del mondo, sulla situazione in Siria. La cosa evidente è che il governo siriano non era presente: erano presenti i rappresentanti del Consiglio nazionale siriano – dunque dell’opposizione – ma non il governo. È stato un incontro di amici del popolo siriano e non dell’attuale governo della Siria. Le conclusioni sono quelle di assicurare un aiuto umanitario che è molto importante, perché ci sono tante vittime, di avere una garanzia dallo Stato e dal governo siriano, e di permettere l’entrata di medici, medicinali e cibo per le persone.

D. – Questa crisi appare molto diversa da quelle che abbiamo visto nel Mediterraneo. La comunità internazionale sembra però un po’ spiazzata nel cercare di comprendere come affrontare questo momento e come aiutare il popolo siriano…

R. – Dunque non erano presenti a Tunisi né la Russia, né la Cina, le quali hanno posto il veto al Consiglio di Sicurezza, ma nell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, c’era una grande maggioranza, che ha condannato il governo siriano nel suo atteggiamento di violenze verso l’opposizione. Dunque, c’era grande solidarietà da parte di molti Paesi direi, per una soluzione democratica, una soluzione pacifica. Si cerca di evitare un conflitto, una guerra civile. La decisione di inviare Kofi Annan, come delegato speciale per vedere se si può negoziare è molto importante. Dunque c’è la volontà di negoziare; il Consiglio siriano dice che sono pronti a negoziare con elementi del governo attuali. Dunque, si deve individuare quali siano questi elementi. (bi)

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http://www.radiovaticana.org/it1/print_page.asp?c=566613