Redazione Esteri giovedì 28 marzo 2019
L’attacco nei pressi dell’aeroporto militare di Aleppo. Il ministro israeliano Katz: «L’Iran sa che abbiamo attaccato». Sul Golan Washington isolato in Consiglio di Sicurezza
Il villaggio di Buqata, nelle alture del Golan: il 22 marzo Trump ha riconosciuto la sovranità di Israele (Ansa)

Il villaggio di Buqata, nelle alture del Golan: il 22 marzo Trump ha riconosciuto la sovranità di Israele (Ansa)

È di almeno sette morti, tra soldati iraniani e miliziani filo-iraniani, il bilancio causato dai raid aerei attribuiti a Israele condotti nella notte tra mercoledì e giovedì nel nord della Siria. L’agenzia governativa Sana afferma che Israele ha condotto attacchi aerei nella zona di Aleppo ma non parla di vittime. L’Osservatorio siriano per i diritti umani e le altre fonti precisano che i sette, tra militari e miliziani uccisi, si trovavano nei pressi dell’aeroporto militare di Aleppo quando è avvenuto il raid attorno alle 23 locali, le 22 in Italia. Il ministro dell’intelligence israeliano Yisrael Katz – che funge anche da responsabile degli Esteri – ha confermato indirettamente che Israele è responsabile dell’attacco. “Secondo quello che gli iraniani sanno, Israele – ha dichiarato alla Radio israeliana – ha attaccato la notte scorsa”.

Intanto gli Stati Uniti si trovano del tutto isolati nel Consiglio di sicurezza dell’Onu dopo la decisione del presidente Donald Trump di riconoscere la sovranità di Israele sulle Alture del Golan: anche la Gran Bretagna, l’alleato più stretto degli Usa, ha criticato la mossa intrapresa ultimamente da Washington, parlando di una violazione della risoluzione Onu 497che definisce “nulla” l’annessione del Golan da parte di Israele.

Nella riunione del Consiglio di sicurezza – richiesta con una lettera formale dalla Siria – pure gli altri Stati membri, tra cui la Germania e il Belgio, hanno espresso la loro contrarietà al riconoscimento della sovranità israeliana sul Golan. La comunità internazionale non aveva infatti mai riconosciuto l’annessione del Golan, conquistato nel 1967 con la Guerra dei sei giorni.

L’Onu ha ribadito la sua posizione anche dopo la firma della proclamazione da parte di Trump alla presenza del premier israeliano Benjamin Netanyahu, affermando che niente cambia dal punto di vista dello stato di diritto. In sostanza, i Paesi europei presenti nel consiglio di sicurezza – Germania, Belgio, Gran Bretagna, Francia e Polonia – hanno dichiarato che continuano a considerare il Golan territorio siriano. Al contrario, il rappresentate Usa presso il consiglio, Rodney Hunter, ha difeso la decisione di Trump, affermando che contribuisce alla sicurezza di Israele e alla stabilità del Medio Oriente.

Il testo originale e completo si trova su:

https://www.avvenire.it/mondo/pagine/golan