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Federico Peirone

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28 Marzo 2012

SIRIA – ( 28 Marzo )

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Siria, le ipotesi per chiudere la crisi. L’esperta: sarà un iter molto difficile

Dopo il “sì” di Damasco al piano di pace delle Nazioni Unite, l’inviato Onu e Lega Araba, Kofi Annan, riferirà lunedì al Consiglio di sicurezza sulla sua missione per mettere fine al conflitto. In queste ore, si discute di Siria anche a Baghdad dove si sta tenendo il vertice della Lega Araba e in Iran dove è arrivato il premier Turco Erdoghan. Stefano Lesczczynski ha raccolto il commento di Maria Grazia Enardu, docente di Relazioni internazionali all’Università di Firenze:RealAudioMP3 

R. – E’ un dato positivo, perché permetterà ad alcune persone di essere evacuate e curate. Ma il regime di Assad sta semplicemente provando anche questo: a comprare tempo e a perdere tempo.

D. – Qual è la strategia che i Paesi limitrofi, in particolare i Paesi arabi, stanno cercando di adottare nei confronti della Siria?

R. – Il problema della Siria è che è un Paese letteralmente incastonato tra tre Paesi arabi – Iraq, Libano e Giordania – un Paese non arabo come la Turchia e un altro Paese non arabo come Israele. Non si può trovare un accordo, perché il collasso della Siria, che sarà inevitabile e lungo, porterà disordine. Nessuno è in grado di decidere o di discutere efficacemente, perché toccherebbe interessi che non ha intenzione di toccare.

D. – Sempre più intensi sono i contatti tra le formazioni dell’opposizione, Assad e i membri della comunità internazionale. Tuttavia, l’unico punto che non è contenuto nel piano di Kofi Annan è proprio quello delle dimissioni del presidente…

R. – Il problema delle dimissioni di Assad è che è una questione puramente teorica. Non è lui che si deve dimettere, ma il regime. Lui è sostenuto da una minoranza alla guida – che in qualche modo è solidale – e da parte dei sunniti che sono stati solidali con gli Assad per 40 anni: gente che è disposta a combattere alla morte, anche perché sa che una volta crollato il regime, le vendette incrociate sarebbero terribili. E’ gente che non si arrenderà.

D. – In sostanza, alla fine, come bisogna considerare questo piano delle Nazioni Unite?

R. – Il conflitto andrà avanti. Il fatto, però, che Kofi Annan riesca a parlare in vario modo con tutti i soggetti – non dimentichiamo la Cina e la Russia – è già un passo avanti. Ma se tutti insieme, i grossi attori della scena, non decidono di chiudere il regime di Assad in un vicolo assolutamente cieco, in Siria si continuerà a combattere finché saranno stravolti. (ap)

Il testo completo si trova su:

http://www.radiovaticana.org/it1/print_page.asp?c=575365