Card. Sandri ad Aleppo con i religiosi (Foto Congregazione Chiese orientali)

“Siamo nel centro del disastro umano e umanitario della Siria, ma voi siete rimasti fedeli con la vostra testimonianza nei diversi ambiti, un esempio per tutta la Chiesa cattolica che si inginocchia davanti a voi”. Lo ha detto il card. Leonardo Sandri, prefetto della Congregazione per le Chiese orientali, che il 1° novembre ha incontrato ad Aleppo, città martire della guerra siriana, una folta rappresentanza di religiosi e religiose locali che hanno presentato alcune testimonianze legate al conflitto. Il prefetto, le cui parole sono riferite da un resoconto della Congregazione, ha dichiarato: “Le parole ascoltate ci dicono la possibilità di una vita cristiana purificata e resa più luminosa anche dentro e attraverso l’esperienza della guerra e della sofferenza e ci dice che la speranza davvero non è morta e non può morire, perché non è il prodotto di uno sforzo umano ma un dono di Dio. Coltiviamolo allora e invochiamolo dal Signore, in modo particolare nel lavoro con i giovani e con i poveri. I giovani possano crescere più critici e liberi attraverso una educazione radicata in una visione profonda della persona umana”. “Noi che spesso siamo dietro le scrivanie – ha aggiunto il card. Sandri – non sappiamo come dire grazie a chi si spende direttamente alla frontiera della Chiesa. Siamo tutti peccatori, ma di fronte a questa testimonianza di amore il mondo non può dire altro che Gesù continua a significare qualcosa per l’umanità di oggi. Grazie ancora, perché con voi non dobbiamo preparare nessun discorso perché siete a sedere sulla più alta cattedra ed insegnare a tutta la Chiesa”.

Card. Sandri ad Aleppo Ospedale St. Louis (Foto Congregazione Chiese orientali)

Altro momento della giornata è stato l’incontro con tutte le associazioni e organizzazioni caritative presenti ed operanti ad Aleppo. I diversi rappresentanti hanno condiviso “il cammino fatto insieme durante la battaglia di Aleppo e dopo la sua liberazione, con le sfide derivanti dalla povertà diffusa e aggravata dallo stallo internazionale sulle sanzioni e l’indifferenza che sembra essere caduta sul dramma siriano anche nel recente G20”. Ringraziando per la testimonianza offerta, il card. Sandri  ha detto che “l’attività caritativa della Chiesa è un canale internazionale che cerca di medicare le ferite del popolo siriano: il livello internazionale da un lato è ostacolo e motivo di sofferenza, dall’altro sotto un’altra forma, un canale solidale. Il Papa – ha ribadito il porporato – non ha smesso di rivolgersi alla Chiesa e al mondo come autorità morale, invitando alla preghiera e alla speranza, nell’auspicio che si trovi un accordo sbloccandosi l’impasse nel confronto tra chi impone le sanzioni e chi le riceve, che è comunque tenuto a fare un passo”. Non è mancato un richiamo del cardinale alle organizzazioni caritative: “Stare molto attenti alla chiarezza nella formulazione dei progetti e nella trasparenza nella rendicontazione. Questo conferma l’essere partner affidabili da parte di organismi e organizzazioni internazionali”. La giornata si è conclusa con la visita, insieme al nunzio apostolico, card. Mario Zenari, all’Ospedale St. Louis, affidato alle Suore di San Giuseppe dell’Apparizione, terzo nosocomio cattolico inserito nel circuito “Ospedali Aperti” coordinato da Avsi. La visita in Siria del prefetto si è chiusa ieri, con il rientro in Italia.