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Federico Peirone

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5 Luglio 2016

SIRIA – ( 5 Luglio 2016 )

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Fuga dall’Is

Siria, sgozzati i civili in fuga da Aleppo
 
 
 
 
 
 
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Sono almeno quaranta i civili uccisi dai miliziani dello Stato islamico mentre tentavano la fuga dalla città di Um Housh, nel Rif a nord di Aleppo, una zona ancora sotto il controllo dei jihadisti. Il racconto di un attivitsa locale, Salem Hamdan, sentito dal sito di informazione siriano Aranews, è agghiacciante: “I terroristi li hanno sgozzati senza pietà all’ingresso della città, minacciando i residenti che chiunque cercherà di fuggire città senza il loro permesso subirà una punizione analoga”. Un altro testimone Abu Lian, sempre ad Aranews avrebbe poi confermato il racconto: “Mio fratello, sua moglie e i loro quattro bambini sono tra le vittime. Volevano cercare un luogo più sicuro, ma sono stati arrestati e giustiziati dai miliziani dell’Is prima di poter lasciare Um Housh”.

Ma non c’è solo la zona di Aleppo, ovunque in Siria si tenta di scappare dalle zone sotto il controllo del Daesh. Più a est, nella città assediata di Manbij, centinaia di civili sono riusciti a fuggire solo grazie a un corridoio umanitario aperto dalle Forze della Siria democratica (Fsd) a ovest della città. Secondo l’Osservatorio siriano per i diritti umani, sono almeno 13mila i civili che hanno abbandonato la città dall’inizio dell’operazione per la liberazione di Manbij dall’Is il 31 maggio scorso.

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LA DENUNCIA DI AMNESTY INTERNATIONAL. A peggiorare il quadro l’allarme di Amnesty International che oggi ha denunciato una terribile ondata di rapimenti, torture e uccisioni sommarie da parte dei gruppi armati che agiscono nelle province di Aleppo, Idlib e in altre zone del nord della Siria. Alcuni di questi gruppi, nonostante si rendano responsabili di violazioni delle leggi di guerra, sono sostenuti da Paesi quali Arabia Saudita, Qatar, Stati Uniti d’America e Turchia. Lo studio di Amnesty fornisce una fotografia di come si vive nelle zone controllate dai gruppi armati, in cui sono state create istituzioni amministrative e semi-giudiziarie. “Buona parte della popolazione vive nel terrore di subire rapimenti se vengono espresse critiche verso i gruppi armati o non ci si conforma alle rigide regole da questi imposte – ha spiegato Philip Luther, direttore del programma Medio Oriente e Africa del Nord di Amnesty International – Oggi ad Aleppo e Idlib i gruppi armati sono liberi di commettere crimini di guerra e altre violazioni del diritto internazionale umanitario nella più completa impunità, ricorrendo persino agli stessi metodi di tortura utilizzati abitualmente dal governo siriano”.

ALLARME DELL’ACNUR. C’è poi il Rapporto di metà anno sul Piano Regionale per i Rifugiati e la Resilienza (3RP) del 2016, rilasciato oggi dall’ Acnur insieme ad oltre 200 attori nazionali ed internazionali. Secondo l’Alto commissariato Onu per i rifugiati mentre sono stati fatti significativi progressi nel fornire assistenza, il numero di rifugiati siriani che vivono in povertà continua ad aumentare nei paesi ospitanti nella regione e garantire loro accesso ai servizi di base rimane una sfida critica. Con il conflitto in Siria al suo sesto anno, i governi e le comunità ospitanti continuano ad assumersi pesanti responsabilità politiche, economiche, sociali e di sicurezza. Le istituzioni pubbliche si trovano estremamente sotto pressione nel tentativo di garantire servizi di base ad un numero sempre crescente di persone vulnerabili, e le infrastrutture esistenti sono messe a dura prova.

© riproduzione riservata

Il testo originale e completo si trova su:

http://www.avvenire.it/Mondo/Pagine/Siria,-sgozzati-i-civili-in-fuga-da-Aleppo.aspx