Redazione Internet lunedì 5 ottobre 2020
Tra questi anche mogli e figli di ex guerriglieri. Il campo di Al-Hol ospita dal 2019 decine di migliaia di civili. Qui viveva anche la mamma con 4 figli rimpatriati in Italia
Le mogli dei combattenti lasciano in autobus il campo

Le mogli dei combattenti lasciano in autobus il campo – Ansa

 

Le autorità curdo-siriane hanno annunciato di voler rimettere in libertà oltre 20mila civili siriani, imparentati con ex jihadisti di Daesh o provenienti da zone a lungo dominate dallo Stato islamico, che da circa due anni si trovano rinchiusi in un campo profughi al confine con l’Iraq. A dirlo è Elham al Ahmad, del Consiglio democratico siriano, istituzione che governa la regione semi-autonoma curdo-siriana e che gestisce i campi profughi e di prigionia della Siria nord-orientale e orientale.

Il campo di Al-Hol ospita dal 2019 decine di migliaia di civili, siriani ma anche di altre nazionalità, sfollati dalle zone della valle dell’Eufrate che Daesh ha controllato dal 2013 al 2018. In questo stesso campo si trovava anche Alvin Berisha, il bambino della provincia di Lecco che a 6 anni era stato rapito dalla madre, scappata in Siria per combattere nell’esercito jihadista. E Alice Brignoli, di recente rimpatriata in Italia con i quattro figli e indagata per terrorismo internazionale.

Secondo le stime dell’Onu, nel campo rimangono circa 25mila siriani, 30mila iracheni e 10mila di altre nazionalità. Per la maggior parte sono donne e bambini, mogli e figli di ex jihadisti, morti in battaglia o fatti prigionieri dalla coalizione internazionale a guida Usa e di cui fanno parte i combattenti curdo-siriani. Il campo versa in condizioni igienico-sanitarie molto difficili. Il contesto è di forte tensione sociale tanto che è stato spesso descritto come un “focolaio di radicalizzazione” e come “ultima roccaforte di Daesh” in Siria.

Lo Stato islamico è stato sconfitto dalla coalizione internazionale. L’amministrazione politica curdo-siriana, che domina la Siria orientale e nord-orientale, da tempo chiede alla comunità internazionale di farsi carico delle spese di gestione del campo in questione. “Il consiglio democratico siriano e l’amministrazione autonoma (curdo-siriana) hanno deciso di svuotare completamente il campo dai siriani, lasciando solo gli stranieri“, ha detto Elham al Ahmad, citata stamani dai media.

In precedenza, i siriani venivano rilasciati col contagocce dopo una serie di accordi tra l’amministrazione curda e i clan tribali arabi della Siria nord-orientale e orientale, da cui provengono gran parte dei civili siriani rinchiusi dal 2019 ad Al-Hol.

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