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Federico Peirone

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6 Ottobre 2014

SIRIA – ( 6 Ottobre )

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Siria
 
Siria, kamikaze curda tra gli jihadisti
 
 
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Una combattente curda si è fatta esplodere ieri tra i miliziani dell’Isis alle porte di Kobane, la città siriana al confine con la Turchia da giorni sotto assedio jihadista, diventata simbolo della resistenza della minoranza curda. L’attacco kamikaze “ha provocato dei morti, ma il numero non è al momento confermato”, ha detto il direttore dell’Osservatorio siriano per i diritti umani, Rami Abdel Rahman. Secondo Rahman, si tratta del primo attentato suicida conosciuto compiuto da curdi contro i jihadisti dell’Isis.   

Nonostante i bombardamenti delle forze Usa e della coalizione anti-Isis, che anche ieri hanno lanciato una nuova ondata di raid contro postazioni jihadiste, l’avanzata dei miliziani non si arresta. Secondo un responsabile curdo siriano, i jihadisti sarebbero arrivati a un solo chilometro da Kobane.

Un cacciabombardiere F16 belga ha bombardato ieri per la prima volta “con successo elementi terroristici dell’Isis” a ovest di Baghdad ha riferito il ministero della Difesa citato dai media locali. Mentre F16 olandesi hanno effettuato una prima missione di pattugliamento in Iraq. In volo anche i caccia-bombardieri F-18 australiani che hanno esordito ieri nei cieli iracheni ma senza aprire il fuoco contro le postazioni di Isis. Canberra si appresta anche a schierare sul terreno 200 soldati, inclusi membri delle forze spciali, come consiglieri delle truppe irachene.

Dopo la decapitazione del britannico Alan Henning per mano dell’Isis e le minacce a volto scoperto contro Londra, la Gran Bretagna ha lanciato una caccia al “jihadista della porta accanto”, considerato il nemico numero uno. Il primo ministro David Cameron ha chiesto ai suoi servizi di intelligence di non risparmiare alcuno sforzo, di raccogliere e fornire tutte le informazioni necessarie per dare il via libera alle forze speciali della Sas, che sono sul terreno pronte ad intervenire, per accerchiare e catturare i terroristi che minacciano l’Occidente. L’obiettivo, in particolare, è la cattura di “John il jihadista”, il boia dell’Isis dall’accento britannico comparso nei video delle decapitazioni.   

Sul terreno si registra intanto la prima vittima americana: si tratta di un marine di 21 anni, il caporale Jordan Spears, il cui corpo è finito nelle acque del Golfo Persico in seguito a un incidente. L’elicottero su cui si trovava è precipitato in mare subito dopo il decollo da un mezzo anfibio. I genitori di un giovane americano ostaggio dei sanguinari jihadisti dell’Isis hanno diffuso alcune parti di una lettera che il figlio ha scritto dalla sua prigionia. Il giovane – un ex soldato americano divenuto operatore umanitario, rapito un anno fa e minacciato nell’ultimo video diffuso dall’Isis di essere il prossimo ostaggio decapitato – dice di aver “paura di morire”, ma essere in pace con la sua fede. Il ragazzo si è convenrito all’Islam da un paio d’anni dopo aver combattutto in Iraq nel 2007 ed essere stato rinchiuso in una cella con un siriano. Congedatosi ha creato un’organizzazione di aiuto alle vittime dei conflitti armati.

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Il testo completo si trova su:

http://www.avvenire.it/Mondo/Pagine/donna-curda-kamikaze.aspx