Paolo M. Alfieri mercoledì 7 febbraio 2018
Denunciato dai militari siriani un presunto attacco contro un «centro di ricerca» da parte dell’esercito israeliano
Le macerie di un edificio crollato nei bombardamenti nella zona della Ghuta (Ansa)

Le macerie di un edificio crollato nei bombardamenti nella zona della Ghuta (Ansa)

È salito a 80 persone uccise il bilancio di raid aerei governativi siriani compiuti nelle ultime 24 ore alla periferia est di Damasco, e tra le vittime figurano 19 minori e 20 donne. A riferirlo è stato l’Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria (Ondus), che cita fonti locali e che si avvale di ricercatori e attivisti sul terreno. Dal canto suo l’agenzia governativa Sana ha aggiornato a 5 il numero dei civili uccisi ieri a Damasco a seguito di lanci di mortai da parte di gruppi armati della Ghuta. I raid aerei governativi hanno colpito ieri con intensità gran parte delle località della Ghuta, l’area assediata dalle truppe lealiste – sostenute da Iran e Russia – e controllata da gruppi armati delle opposizione legati, tra l’altro, all’Arabia Saudita.

«Attacco israeliano sul “centro di ricerca”»


L’esercito siriano ha intanto denunciato un presunto attacco missilistico israeliano contro quello che viene descritto da fonti governative come “un centro di ricerca” a Jamraya, una località alla periferia nord di Damasco. La difesa siriana “ha affrontato questi missili e ne ha abbattuti alcuni prima che raggiungessero l’obiettivo”, ha detto una fonte dell’esercito all’agenzia stampa tedesca Dpa. In precedenza forti esplosioni si erano sentite alle prime ore di questa mattina vicino alla capitale siriana.
Dall’esercito israeliano è giunto come al solito un no comment. Da quando è iniziata la guerra civile in Siria, Israele ha condotto diversi raid aerei o missilistici contro depositi o convogli di armi della milizia sciita libanese Hezbollah, sostenuta dall’Iran e alleata del regime di Damasco. Nessuno degli attacchi contro la milizia, uno dei principali avversari di Israele, è stato mai rivendicato ufficialmente dal governo israeliano. Non è la prima volta che il “centro di ricerca” di Jamraya verrebbe preso di mira dagli israeliani.

La Francia: «Dal regime attacchi con armi chimiche»


Intanto il ministro degli Esteri francese Jean-Yves Le Drian ha dichiarato che tutto indica che le forze del regime siriano sono tuttora impegnato in attacchi con il cloro contro le zone occupate dai ribelli. “Tutte le indicazioni (…) ci mostrano oggi che esiste l’uso del cloro da parte del regime in questo momento in Siria”, ha detto il ministro. Secondo il capo della diplomazia francese, inoltre, sono un centinaio i combattenti francesi del Daesh che sono detenuti dalle forze curde che combattono il gruppo jihadista nel nord-est della Siria. “Ci è stato detto che un centinaio circa (di jihadisti francesi, ndr) sono stati arrestati dai curdi in Siria”, ha affermato Le Drian.

© Riproduzione riservata
Il testo originale e completo si trova su: