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Federico Peirone

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7 Gennaio 2013

SIRIA – ( 7 Gennaio )

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Siria: Assad ribadisce che non negozierà con i violenti. L’Ue chiede le dimissioni del presidente



Dure le reazioni al discorso, ieri in tv, del presidente Assad che ha assicurato la prosecuzione del conflitto, perché non intende dialogare con i ribelli, nuovamente definiti terroristi. In questo scenario il presidente egiziano Morsi sottolinea che Assad va giudicato per “crimini di guerra”. Il servizio di Marina Calculli:RealAudioMP3

Assad è tornato a pronunciarsi pubblicamente a distanza di sei mesi dall’intervista esclusiva concessa a “Russia today”. Il raiss ha parlato nella casa della cultura e delle arti in centro a Damasco di fronte a una folla pladuente, deplorando lo spargimento di sangue e insistendo fortemente su una soluzione politica che tuttavia non contempla una sua uscita di scena. Nel suo discorso Bashar ha sostituito all’immagine del popolo diviso quella della patria contro i suoi nemici, facendo esplicito riferimento a gang di terroristi che prendono oridni dai Paesi stranieri, mentre la Siria, ha sottolineato Assad, accetta consigli ma non prende ordini da nessuno. La condizione prioritaria per il raiss è la chiusura dei rubinetti di armi e denaro che dall’esterno riforniscono i ribelli. Come prevedibile, però, l’opposizione ha rifiutato in blocco la proposta del presidente, ribadendo che alcuna soluzione è possibile se Assad non lascerà prima il potere. Nel frattempo la guerra civile in Siria continua a mietere le sue vititme. Ieri sono morte altre 70 persone tra civili, ribelli e soldaiti lealisti.

 
Il testo completo si trova su:

http://it.radiovaticana.va/news/2013/01/07/siria:_assad_ribadisce_che_non_negozierà_con_i_violenti._l’ue_chiede_l/it1-653435