Benvenuti nel sito della Chiesa Cattolica di Torino

Centro
Federico Peirone

Seguici su
Facebooktwitterrssyoutubeinstagram
7 Marzo 2017

SIRIA – (7 Marzo 2017)

Facebooktwitterpinterestlinkedinmail

6 anni di guerra. I bambini in Siria feriti dentro. «Vi racconto i miei incubi»


Redazione Internet martedì 7 marzo 2017
 
Il report di Save The Children: sofferenza psicologica enorme, manca il supporto. Hanno paura e compiono atti di autolesionismo, sono arruolati io date in spose.
 
 
 
VIDEO:
 

A sei anni dall`inizio del conflitto in Siria, 5,8 milioni di bambini vivono ancora sotto i bombardamenti. 3 milioni di loro hanno meno di sei anni e quindi non hanno conosciuto che la guerra. Un bambino su quattro rischia conseguenze sulla propria salute mentale.

Non sono solo i bambini a soffrire: si stima che siano oltre 470.000 le vittime dall`inizio del conflitto e che l`85% della popolazione siriana viva in condizioni di povertà. 4,6 milioni di persone vivono in aree assediate o difficilmente raggiungibili. All’interno della Siria ci sono 6,3 milioni di persone che sono state costrette ad allontanarsi dalle proprie case e 4,9 milioni – tra cui 2,3 milioni di bambini – sono rifugiati e hanno dovuto lasciare il Paese. Nel video fornito da Save The Children, le distruzioni in Siria viste dal drone.

 

VIDEO:

https://youtu.be/Q7DeNG1gXtI


Questa la fotografia della Siria a pochi giorni dal sesto anniversario dall`inizio del conflitto nelle pagine del nuovo rapporto “Ferite invisibili”, presentato oggi da Save the Children, che per la prima volta indaga – attraverso interviste e testimonianze raccolte tra adulti e minori all`interno del Paese – l`impatto psicologico sui bambini coinvolti nel conflitto siriano, facendone emergere un quadro drammatico. Due bambini su tre dicono di aver perso qualcuno che amavano, la loro casa è stata bombardata o sono rimasti feriti a causa del conflitto. Il 50% degli adulti denuncia che gli adolescenti ormai fanno uso di droghe per affrontare lo stress, le violenze domestiche sono aumentate e il 59% degli intervistati conosce bambini e ragazzi reclutati nei gruppi armati, alcuni anche sotto i 7 anni. Secondo l`81% degli adulti intervistati, i bambini sono diventati più aggressivi, sia nei confronti dei genitori e dei familiari che degli amici.

 

La metà degli adulti intervistati denuncia che i bambini che non riescono più a parlare e sono molti anche quelli che commettono atti di autolesionismo, che sfociano spesso in tentativi di suicidio. In soli due mesi nella città assediata di Madaya, lo staff medico ha segnalato a Save the Children almeno 6 casi di bambini che hanno tentato il suicidio, il più giovane aveva 12 anni.

Una delle più grandi paure dei bambini che vivono ancora in Siria è proprio quella delle bombe: basta il rumore di un aereo che
passa o delle grida per generare terrore nei bambini, anche una porta sbattuta dal vento può provocare reazioni di panico. “Odio gli aerei, perché hanno ucciso mio padre”, dice continuamente Marwan, un bambino di circa 6 anni di Aleppo che non è più capace di parlare ma sa soltanto gridare.

Una delle principali paure dei bambini è quella di essere strappati alle famiglie e ai loro cari con violenza. Due bambini su tre dicono di aver perso uno dei loro cari. Molti hanno visto uccidere i propri genitori, familiari, amici o li hanno persi perché sono spariti o sono stati arrestati.

 

Bambini senza scuola

Nel febbraio 2017 erano ancora 650.000 le persone all`interno delle 13 aree assediate, tra cui molti bambini rimasti soli. È qui che i bambini vivono il dramma dell`assedio, della mancanza di aiuti, medicine, carburante per scaldarsi e quello della fame.

Bambini che non possono andare a scuola e che devono trovare il modo per sopravvivere diventando improvvisamente adulti persfuggire alla povertà. Tantissimi vanno a lavorare nei mercati, come ambulanti per la strada, per aiutare i familiari che spessosono rimasti feriti dalle bombe e non possono più procurarsi una fonte di reddito. In violazione delle leggi internazionali sui diritti umani, molti bambini – in particolare i maschi – vengono reclutati da gruppi armati per cucinare e pulire per i soldatinei checkpoint, prima di intraprendere loro stessi la carriera militare.

“La guerra è un business e spesso i gruppi armati sono gli unici che hanno il denaro per pagare”, spiega un ragazzino. I salari
sono abbastanza alti e i bambini possono avere pasti e cibo supplementare. Più della metà degli adulti intervistati ha dichiarato di conoscere bambini che utilizzano pistole e molte sono le testimonianze di bambini anche sotto i sette anni reclutati per combattere.

Le bambine e i matrimoni precoci

Questi bambini sono i più vulnerabili dal punto di vista delle conseguenze psicologiche e con loro anche le bambine, spesso costrette a matrimoni precoci, un fenomeno ormai in crescita in molte aree del paese. I genitori, non potendo curarsi di queste bambine, le obbligano a sposarsi con uomini di famiglie più ricche che si possano occupare di loro, pensando di tenerle così lontane anche dal rischio di abusi e violenze sessuali. Alcune tentano il suicidio pur di evitare di finire in spose a uomini che non vogliono. “Nelle nostre strutture abbiamo ricevuto molte giovani ragazze che avevano tentato il suicidio a causa della pressione delle famiglie a sposarsi, perché non volevano farlo o non volevano il partner che era stato scelto per loro. Sono tantissimi anche i casi di abusi sessuali e stupri su ragazze giovanissime”, spiega una psicologa che opera nel sud della Siria.

 

 

 

 

 

 

 


La mancanza di educazione

La mancanza di educazione è una delle più grandi paure dei bambini e l`impossibilità di andare a scuola crea loro grandi
problemi oltre che nell`apprendimento, anche nella socializzazione: dall`inizio del conflitto sono più di 4.000 le scuole che sono state attaccate, circa due al giorno. Una scuola su tre è danneggiata da bombe o è stata trasformata in rifugio per sfollati e circa 150.000 tra insegnanti e personale educativo, hanno lasciato il Paese. Le scuole che rimangono in piedi continuano ad essere obiettivi di attacchi indiscriminati e la maggior parte dei bambini e degli adolescenti non può frequentarle. Il 50% dei bambini che frequentano ancora la scuola dicono di avere paura ad andarci perché non si sentono al sicuro e la maggior parte dice di aver perso “il senso del futuro” senza la possibilità di studiare.

“Ci sono bambini come mio fratello che hanno dimenticato tutto quello che avevano imparato a scuola. Lui non sa più fare neanche due più due. Tanti non sanno riconoscere più neanche le lettere dell`alfabeto. Non vado più a scuola da due anni e ho paura del mio futuro. Gli anni passano e io non so cosa farò senza un`istruzione”, racconta Zainab, 11 anni, da un campo di sfollatiinterno alla Siria.

© Riproduzione riservata

Il testo originale e completo si trova su:

https://www.avvenire.it/mondo/pagine/siria-6-anni-di-guerra-bambini-rischio-psicologico