Luca Geronico martedì 9 ottobre 2018
Intanto a Idlib i ribelli dell’Esercito libero siriano hanno consegnato tutte le armi pesanti: primo passo per l’attuazione di una area di «de-escalation»
Un miliziano dell'Esercito libero siriano a Jisr al-Shughur, a est di Idlib (Ansa)

Un miliziano dell’Esercito libero siriano a Jisr al-Shughur, a est di Idlib (Ansa)

Il presidente siriano Bashar al-Assad ha ordinato un’amnistia generale per i disertori dell’esercito, indirizzata sia ai giovani rimasti in patria sia a quelli fuggiti all’estero. Lo ha riferito l’agenzia siriana Sana, secondo cui l’amnistia non coinvolge i «criminali» – termine con cui il regime definisce tutti gli oppositori politici – e le persone ricercate dalla giustizia. Questi ultimi, si legge, dovranno prima consegnarsi alle autorità e quindi beneficiare eventualmente dell’amnistia.

Dallo scoppio della guerra civile nel 2011, Assad ha decretato diverse amnistie. Questa giunge nel momento in cui le truppe governative hanno riconquistato, grazie al sostegno russo e iraniano, gran parte delle aree nella Siria occidentale che, dal 2012, erano passate sotto il controllo delle opposizioni armate. La guerra civile, in questi 7 anni, ha causato un esodo di milioni di persone fuori dal Paese: moltissimi sono giovani che non hanno mai risposto alla chiamata di leva e che ora non possono tornare per non rischiare di essere inviati al fronte di guerra.

Intanto, secondo i media turchi, i gruppi di ribelli jihadisti hanno consegnato l’artiglieria pesante con cui hanno mantenuto in questi anni il controllo della città di Idlib, nel nord-ovest della Siria. Lo ha affermato lunedì l’agenzia di stato turca Anadolu, che cita il vice ministro degli Esteri russo, Sergei Vernishin, secondo cui Mosca ed Ankara hanno raggiunto un’intesa sui confini di quella che sarà la «zona di de-escalation» da costituire nell’area della città siriana. Il fronte di Liberazione Nazionale Siriano, gruppo sostenuto da Ankara, aveva annunciato l’inizio della consegna delle armi pesanti da parte dei jihadisti lo scorso 6 ottobre. Si tratta di un primo passo concreto da quando l’intera area è divenuta oggetto di un accordo – a Sochi il 17 settembre – tra Ankara e Mosca per la creazione di un’area demilitarizzata e la fuoriuscita dei jihadisti da Idlib. Operazioni che dovrebbero, secondo la road map, concludersi entro il 15 di ottobre.

Il testo originale e completo si trova su:

https://www.avvenire.it/mondo/pagine/amnesty