Redazione Esteri martedì 6 ottobre 2020
Il presidente del Consiglio Europeo, Charles Michel: “Cessino le interferenze esterne nel Nagorno-Karabakh”. Il Canada sospende le esportazione di armi alla Turchia
Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan

Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan – Reuters

 

Nuove accuse da Bashar al-Assad a Recep Tayyip Erdogan. Il leader siriano punta il dito contro il presidente turco denunciando l’invio di “terroristi” dalla Siria per combattere per l’Azerbaigian nel mezzo delle ostilità con l’Armenia per il Nagorno-Karabakh. Il presidente turco, ha sostenuto Assad in un’intervista a Sputnik, “sostiene i terroristi in Siria e Libia ed è stato lui per primo a fomentare il recente conflitto nel Nagorno Karabakh tra Azerbaigian e Armenia”, con “i metodi di sempre” e “le grandi potenze e i Paesi ricchi” che sostengono Ankara sono “complici” della Turchia. In Siria, ha incalzato, la Turchia (che ha appoggiato i ribelli) ha impiegato “terroristi proveniente da diversi Paesi” e ha applicato “gli stessi metodi in Libia, dove ha usato terroristi provenienti dalla Siria e da altri Paesi”. “Non servono prove sul fatto che ricorra agli stessi metodi nel Nagorno-Karabakh – ha proseguito Assad – .È molto probabile perché come ho detto è stata la Turchia a provocare il provocare il problema”.
E la Siria, martoriata da un conflitto esploso nel 2011 sulla scia di inedite proteste antigovernative, può confermare “in modo inequivocabile” che vengono trasferiti “terroristi” dal Paese arabo al Nagorno-Karabakh, “non perché ne abbiamo le prove ma perché anche in assenza di prove ci sono alcuni segnali”. “Possiamo dire con certezza – ha concluso – che usa terroristi della Siria e di altri Paesi nel Nagorno Karabakh”.
Che lo scenario sia inquinato da presenze “aliene”, lo confermano indirettamente le parole del presidente del Consiglio Europeo Charles Michel, intervenuto nella sessione plenaria del Parlamento Europeo a Bruxelles. Nella regione contesa del Nagorno-Karabakh “chiediamo la cessazione delle ostilità” e per l’Ue “interferenze esterne”, specie se di carattere “militare”, sono “inaccettabili”.
Non solo. Il Canada ha deciso di sospendere l’esportazione di armi alla Turchia “per valutare più a fondo la situazione”, davanti alle informazioni secondo cui verrebbero utilizzate nel conflitto in corso tra Armenia ed Azerbaigian nel Nagorno-Karabakh. Lo ha annunciato il ministro degli Esteri canadese François-Philippe Champagne, che ha ordinato un’inchiesta in proposito ed ha espresso “la preoccupazione del Canada per il conflitto in corso nella regione, dove vengono condotti bombardamenti di villaggi con vittime civili”. È stata la comunità armena in Canada, insieme al Progetto Ploughshares, istituto canadese di ricerca per la pace, a chiedere al governo di Ottawa di interrompere la vendita di droni alla Turchia dopo le informazioni del loro utilizzo contro le forze armene a sostegno dell’Azerbaigian.

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