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Federico Peirone

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15 Gennaio 2016

SOMALIA – ( 15 Gennaio 2016 )

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Somalia: Al Shabaab attacca base Unione Africana, 60 morti

Missione dell'Unione Africana in Somalia - AFP

Missione dell’Unione Africana in Somalia – AFP

L’attualità internazionale, con l’attacco terroristico di queste ore ad una base dell’Unione Africana nel Sudovest della Somalia al confine col Kenya. Ci sarebbero almeno 60 militari morti, cifra però ancora non confermata dal Ministero della difesa del Kenya. Il servizio Giancarlo La Vella:

E’ stato un attacco in grande stile, programmato in tutti i suoi particolari: decine di terroristi somali aderenti al famigerato gruppo islamico al Shabaab hanno preso d’assalto la base che si trova al confine con il Kenya, in una zona strategica per i miliziani. L’installazione – a 500 km dalla capitale Mogadiscio – ospita peacekeeper ed è gestita dall’esercito keniano. I terroristi vi hanno fatto irruzione con un’autobomba per poi iniziare a sparare all’impazzata proprio per causare il più alto numero di vittime possibile. Il gruppo, alla sua nascita legato ad al Qaeda, dal 2011 ha aderito al califfato di al Baghdadi e dopo essere stato cacciato da Mogadiscio opera con una serie di sanguinosi raid programmati e periodici. Allucinante la situazione nella base, che ora è nelle mani dei jihadisti: secondo osservatori, corpi senza vita ovunque, edifici e automezzi in fiamme. Immediata la rappresaglia keniana: l’aviazione di Nairobi ha lanciato un vasto attacco aereo su roccaforti degli al Shabaab nella regione sudoccidentale somala.

Sulla situazione Stefano Pesce ha intervistato padre Efrem Tresoldi, missionario e direttore di “Nigrizia”, la rivista dei Padri Comboniani:

R. – Questo attacco avrebbe causato la morte di oltre 60 soldati. I militanti di al-Shabaab hanno realmente espugnato questa base militare: hanno saccheggiato, portato via armi e munizioni, veicoli militari… E’ una grave sconfitta! Questa strategia di lotta al terrorismo è perdente e continuerà ad esserlo, perché non c’è modo di sconfiggere il terrorismo di al-Shabaab con le armi: hanno questa grande capacità di mimetizzarsi e quindi riescono sempre ad organizzare questi attacchi terroristici, sia in Somalia che in Kenya.

D. – Al-Shabaab noi la ricordiamo per gli attentati dello scorso 2 aprile a Garissa, con 150 studenti uccisi… Che cosa possiamo dire di questo gruppo terroristico?

R. – Quelle che erano state qualche anno fa le previsioni, di un movimento ormai moribondo e incapace di aggredire o di continuare nella sua campagna terroristica, sono state smentite dai fatti: nonostante l’impegno delle forze militari, sotto l’egida dell’Ua e la sponsorizzazione degli Stati Uniti, questo movimento sembra ancora più forte di prima.

D. – Ci sono, secondo lei, relazioni con gli altri gruppi terroristici operanti in Africa?

R. – E’ difficile pensare che ci sia una strategia che accomuni questi movimenti, da al-Qaeda a al-Shabaab, a Boko Haram. Quello che invece è più possibile è che, al di là delle indipendenze di azione di questi movimenti, – ormai si sospetta – che abbiano delle fonti comuni di approvvigionamento dal punto di vista della finanza e della vendita di armi e che gli Stati islamici del Golfo, che hanno grandi disponibilità di denaro, finanziano questi movimenti estremisti. Fino a quando avranno la possibilità di armarsi – attraverso, appunto, il sostegno logistico e finanziario di altri Paesi islamici – sarà impossibile poterli sconfiggere, poter sconfiggere il terrorismo di al-Shabaab e di altre forme di terrorismo.

D. – La Somalia – dalla metà degli anni Novanta – sembra non uscire più da questo stato di perenne instabilità: cosa ne pensa al riguardo?

R. – C’è stata qualche speranza 2-3 anni fa, quando sembra ci fosse un maggiore interesse da parte della Comunità internazionale: si è visto come diverse Potenze occidentali, anche la Cina, abbiano negli ultimi anni riaperto le loro ambasciate a Mogadiscio. Il segnale era senz’altro positivo. Direi che queste chance, queste possibilità sono un po’ svanite ultimamente e poi la sicurezza che non esiste e quindi difficilmente investitori internazionali saranno indotti ad investire nel Paese. E’ difficile pensare ad un futuro diverso per questo martoriato Paese del Corno d’Africa. 

Il testo originale e completo si trova su:

http://it.radiovaticana.va/news/2016/01/15/somalia_al_shabaab_attacca_base_dellua_60_morti/1201271