Silvia Guzzetti martedì 4 giugno 2019
Il capo della giunta militare al potere, Abdel Fattah al-Burhan, ha chiamato i cittadini alle urne dopo che 35 manifestanti sono stati uccisi e centinaia feriti

Manifestante fa segni di vittoria dopo la manifestazione fuori dal quartiere generale dell'esercito (Ansa)

Manifestante fa segni di vittoria dopo la manifestazione fuori dal quartiere generale dell’esercito (Ansa)

Ritiro da tutti gli accordi precedenti con l’opposizione e annuncio di nuove elezioni generali “entro nove mesi” con la formazione, nel frattempo, di un nuovo governo provvisorio. E’ stato il capo della giunta militare al potere in Sudan, generale Abdel Fattah al-Burhan, a spiegare la nuova situazione politica del paese questa mattina parlando alla nazione in un discorso televisivo.

Tredici persone sono state uccise e centinaia ferite a Karthoum dopo che i militari sono intervenuti per disperdere un sit in di protesta (Ansa)

Tredici persone sono state uccise e centinaia ferite a Karthoum dopo che i militari sono intervenuti per disperdere un sit in di protesta (Ansa)

Ieri più di 35 manifestanti sono stati uccisi e centinaia feriti quando i militari al potere hanno cercato di disperdere la folla riunita in un sit-in fuori dal quartier generale dell’esercito a Khartum. Lo ha riferito il Comitato centrale dei medici sudanesi, legato al movimento di protesta, in un comunicato pubblicato durante la notte. Sarà dedicata proprio all’attacco, su richiesta della Gran Bretagna e della Germania, una riunione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu.

Sono stati gli scontri più duri dalla deposizione dell’ex presidente Omar al-Bashir, ora agli arresti, l’11 aprile scorso. L’ondata di protesta, che ricordava la primavera araba del 2011, è cominciata lo scorso dicembre e si è infranta contro la volontà della giunta di gestire il potere senza concessioni.

Il testo originale e completo si trova su:

https://www.avvenire.it/mondo/pagine/sudan-35-uccisi-manifestanti