Paolo M. Alfieri martedì 8 giugno 2021
Uomini armati hanno colpito le auto dell’Ong italiana. Morti un nutrizionista e un autista. «Una grande tragedia»
Un campo profughi a Juba, in Sud Sudan

Un campo profughi a Juba, in Sud Sudan – Ansa

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Un drammatico agguato in uno dei Paesi più instabili del mondo, il Sud Sudan, contro il convoglio di una delle organizzazioni non governative maggiormente impegnate sul fronte della salute, l’italiana Medici con l’Africa Cuamm. Il bilancio è di due operatori rimasti uccisi, un nutrizionista e un autista locali, nella contea di Yirol West, nel Lakes State. È accaduto lunedì: nel mirino di ignoti è finito un convoglio di veicoli dell’organizzazione umanitaria, una vera e propria imboscata. In conseguenza della quale hanno perso la vita il 35enne Moses Maler e il 31enne Abraham Gulung.

«Moses Maker, 35 anni, lavorava con Medici con l’Africa Cuamm come nutrizionista», spiega in una nota l’Ong italiana. «Inizialmente impegnato nella contea di Cuibet, si era poi trasferito a Yirol – aggiunge l’organizzazione –. Era incaricato di organizzare e supervisionare tutte le attività relative alla prevenzione e al trattamento della malnutrizione acuta. In particolare, si è occupato dell’integrazione dei servizi nutrizionali nel pacchetto dell’assistenza sanitaria di base presso le strutture periferiche e all’interno delle comunità nelle contee di Yirol West e Yirol East».

Abraham Gulung lavorava invece per Medici con l’Africa Cuamm come autista. «Ha supportato tutte le attività messe in atto dal personale Cuamm in collaborazione con l’Ufficio sanitario di contea di Yirol West – spiega l’Ong –, accompagnando le visite di supervisione alle strutture sanitarie periferiche e la distribuzione di farmaci e supplementi nutrizionali nell’ultimo miglio». Attività cruciali in un territorio devastato da insicurezza alimentare e conflitti. «Moses e Abraham viaggiavano insieme per valutare il lavoro svolto in alcune strutture e per predisporre le scorte di supplementi nutrizionali prima della stagione delle piogge. Erano al servizio della loro gente, con passione, spirito di sacrificio e dedizione – sottolinea il Cuamm –. La loro perdita è una grande tragedia che colpisce la famiglia del Cuamm e il nostro servizio in un Paese che speriamo trovi presto stabilità e un percorso di autentica e duratura pacificazione».

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