Paolo M. Alfieri mercoledì 12 maggio 2021
Decine di vittime. Oggi vertice urgente del Consiglio di sicurezza dell’Onu. L’aviazione israeliana martella le postazioni di Hamas e della Jihad islamica. Dalla Striscia lanciati migliaia di razzi
Il fumo si alza nella città israeliana di Ashkelon, colpita dai razzi lanciati dai miliziani a Gaza

Il fumo si alza nella città israeliana di Ashkelon, colpita dai razzi lanciati dai miliziani a Gaza – Ansa

Il movimento islamista e la Jihad continuano a bombardare la regione di Tel Aviv e altre città israeliane – sparati circa 1.050 razzi e colpi di mortaio, secondo Israele, dei quali l’85% è stato intercettato e circa 200 sono esplosi all’interno della Striscia di Gaza – e lo Stato ebraico risponde con raid aerei, oltre 500 secondo un portavoce militare. Stamani già 3 i morti in Israele, dove la popolazione si nasconde nei rifugi, e 4 quelli a Gaza, dove i pesanti bombardamenti hanno demolito vari edifici. Nuovi disordini nella Spianata delle Moschee: sassaiola contro la polizia e sette arresti. In Cisgiordania un palestinese è morto in scontri con la polizia, che ha lanciato retate contro dirigenti di Hamas a Jenin e Tubas. Oggi previsto un vertice urgente del Consiglio di sicurezza dell’Onu.

Mentre da Gaza partivano razzi in direzione delle città israeliane e l’esercito di Israele annunciava di avere condotto nuovi raid «contro obiettivi terroristici» nella Striscia, ci ha pensato il premier Benjamin Netanyahu a chiarire che l’escalation delle ultime 48 ore è destinata a durare ancora. Israele «intensificherà ulteriormente la potenza e il ritmo degli attacchi» contro le postazioni di Hamas e della Jihad islamica a Gaza, ha sottolineato ieri il primo ministro. «Siamo nel mezzo di una campagna» militare – ha proseguito Netanyahu –. Da lunedì pomeriggio l’esercito ha eseguito centinaia di attacchi contro Hamas e la Jihad islamica a Gaza. Abbiamo colpito comandanti e molti obiettivi».

Il portavoce militare Hidai Zilberman ha parlato di attacchi massicci dell’aviazione israeliana condotti con 80 velivoli, compresi gli F-35. In uno di questi è rimasto ucciso Iyad Fathi Faik Sharir, secondo l’esercito di Israele comandante delle unità anticarro di Hamas. Secondo i media locali, Israele avrebbe anche respinto una richiesta di cessate il fuoco nella Striscia di Gaza che sarebbe stata avanzata da Hamas, il movimento islamista palestinese che controlla l’enclave. Le autorità dello Stato ebraico avrebbero detto no alla proposta sostenendo che il movimento islamista non avrebbe ancora pagato il giusto prezzo per i suoi attacchi contro Israele.

Stando al portavoce del ministero della Salute di Gaza, Ashraf al-Kidra, sono 28 i palestinesi uccisi nella Striscia da lunedì, tra cui dieci bambini, e 175 i feriti, in gran parte dagli attacchi aerei israeliani. I miliziani palestinesi dell’enclave hanno esploso da parte loro centinaia di razzi verso Israele, uccidendo due civili israeliani e ferendone altri 10. Il portavoce palestinese ha dichiarato che gli «attacchi senza sosta» da parte delle forze armate israeliane stanno mettendo in grave difficoltà il sistema sanitario, già in crisi per la pandemia di Covid-19. Hamas ha rivendicato il lancio di una raffica di missili contro le città di Ashkelon e Ashdod e minacciato «molte sorprese» se non si fermerà l’escalation. Stando alla polizia israeliana, quasi una dozzina di edifici sono stati colpiti, tra cui una scuola fortunatamente vuota. I razzi hanno provocato la morte di due donne. Le forze di sicurezza israeliane hanno quindi riferito dell’uccisione del massimo comandante della Jihad islamica a Gaza. In serata le sirene d’allarme sono nuovamente risuonate in Israele, con esplosioni anche sul cielo di Tel Aviv: nel mirino la zona dell’aeroporto internazionale. Feriti sono stati segnalati nella zona di Holon, mentre a Rishon Lezion è morta una donna. I razzi lanciati da Gaza sarebbero stati 130, per un totale di 800 in due giorni. «Le forze armate israeliane continueranno ad agire con determinazione per riportare la sicurezza ai residenti del Sud», ha fatto sapere l’ufficio del capo di Stato maggiore dell’esercito israeliano, Aviv Kohavi, precisando che soldati della brigata di fanteria Golani e del Settimo corazzato sono stati inviati al confine con Gaza come rinforzi mentre altre truppe sono state destinate alla difesa aerea, intelligence e aeronautica. Lo sforzo continuerà «in modo che i residenti del sud possano vivere in sicurezza», ha detto ancora, aggiungendo che dopo la vacanza di un giorno di Shavuot, festività ebraica che cade al sesto giorno del mese ebraico di Sivan che termina lunedì sera, l’Idf (Forze di difesa israeliane) valuterà se riprendere l’esercitazione di addestramento Chariots of Fire.

«Israele ha risposto in maniera responsabile, noi colpiamo solo obiettivi militari», la posizione dell’ambasciatore israeliano in Italia, Dror Eydar, che accusa Hamas di puntare invece in maniera indiscriminata contro i civili israeliani. Sono più di 70 i feriti israeliani curati all’ospedale Barzilai di Ashkelon a causa dei razzi lanciati da Gaza. Secondo il tenente colonnello Jonathan Conricus, le modalità con le quali sono morti 9 bambini palestinesi nei raid su Gaza «devono ancora essere chiarite e indagate». Sono invece 140 gli obiettivi militari di Hamas colpiti dall’esercito israeliano, che ha anche ucciso 15 miliziani, tra cui tre comandanti della Jihad islamica. «Per ogni giorno di attacchi contro i cittadini israeliani, porteremo le organizzazioni terroristiche indietro nel tempo di anni. Non ci fermeremo finché non sarà tornata la calma», ha annunciato il ministro della Difesa israeliano, Benny Gantz, dopo aver incontrato le autorità dell’esercito e locali a proposito degli scontri con i palestinesi. Gantz ha anche autorizzato il richiamo di 5mila riservisti.

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