Benvenuti nel sito della Chiesa Cattolica di Torino

Centro
Federico Peirone

Seguici su
Facebooktwitterrssyoutubeinstagram
7 Ottobre 2015

TERRASANTA – ( 7 Ottobre 2015 )

Facebooktwitterpinterestlinkedinmail

Nuove violenze a Gerusalemme. Twal: “Basta odio in questa Terra tre volte Santa”

La Città vechia blindata dopo che una palestinese di 18 anni ha accoltellato un israeliano, che ha risposto sparando. Abu Mazen: “Pronto ai negoziati con Israele”

Gerusalemme, (ZENIT.org) Redazione |

Ancora violenze a Gerusalemme, dove una donna palestinese di 18 anni ha accoltellato un israeliano, che ha risposto sparandole contro. Entrambi sono rimasti feriti, la donna in modo molto grave. Poche ore dopo è giunta notizia di un soldato israeliano ferito leggermente a Kyriat Gat, nel Neghev, da un assalitore che è stato ucciso. In nottata, centinaia di abitanti arabi di Jaffa si erano scontrati con reparti della polizia israeliana durante una manifestazione indetta “in sostegno della moschea Al Aqsa di Gerusalemme”. 

A seguito di tali episodi, la Città vecchia è stata blindata dalla polizia. Sbarrata anche la porta di Damasco, uno degli accessi principali, ed evacuati gli israeliani presenti sulla Spianata delle Moschee dalle centinaia di agenti che presidiano la zona. Quest’ultimi hanno revocato il divieto per gli uomini musulmani di età inferiore ai 50 anni di recarsi a pregare nell’area. Nell’annunciarlo, il portavoce della polizia, Luba Samri, ha però avvertito che la misura potrebbe essere ripristinata in caso di timori per la sicurezza. 

Davanti alla recrudescenza di violenze, è giunto oggi l’appello del patriarca Latino di Gerusalemme, Fouad Twal, il quale si è detto “preoccupato per i nuovi venti di violenza che soffiano su Israele e sulla Palestina”. Condannando “gli episodi sanguinosi di questi ultimi giorni e la pericolosa escalation di violenza che possono provocare”, il patriarca ha invitato “con forza ed insistenza a mantenere la calma”. “La gravità della situazione esige che le parti in causa, israeliana e palestinese, diano prova di coraggio e ritornino al tavolo dei negoziati, che dovranno poggiare su basi solide ed eque, secondo i parametri delle risoluzioni Onu”, ha aggiunto. “Non si può tollerare che l’odio e il sangue siano legge in questa Terra tre volte Santa

Da New York, è intervenuto pure il segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon, che ha dichiarato: “Gli ultimi giorni di scontri, che hanno provocato la morte di quattro palestinesi, tra cui un ragazzo di 13 anni, e centinaia di feriti, sono un altro segno preoccupante della violenza potenzialmente fuori controllo”. Ha quindi esortato il Governo di Israele a “condurre un’indagine tempestiva e trasparente sugli incidenti”.

Da parte sua, il presidente dell’Autorità palestinese, Mahmoud Abbas, ha ribadito ieri, durante una riunione con l’OLP, di non volere un’ulteriore esasperazione della situazione. “Le istruzioni alle nostre forze, ai partiti e alla gioventù è che non vogliamo un’escalation militare né di sicurezza”, ha affermato, “vogliamo raggiungere una soluzione politica con mezzi pacifici e non con altro”. Abu Mazen si è detto peraltro pronto “ad andare a negoziati” con Israele.