Daniele Zappalà, Parigi sabato 31 ottobre 2020
Arrestato un terzo uomo. Si indaga sul passato del 21enne tunisino autore della strage
Una donna in preghiera davanti alla basilica di Notre-Dame a Nizza all'indomani della strage

Una donna in preghiera davanti alla basilica di Notre-Dame a Nizza all’indomani della strage – Ansa/Afp

 

Un terzo uomo, di 33 anni, è stato arrestato stamani nell’ambito delle indagini sull’attentato terroristico compiuto giovedì nella basilica di Notre-Dame de l’Assomption a Nizza,,in cui sono morte tre persone. L’uomo si trovava a casa di uno degli altri due arrestati.

Tassello dopo tassello, affiorano i retroscena della strage jihadista di Nizza presso la Basilica Notre-Dame de l’Assomption, costata la vita a tre fedeli giovedì mattina, facendo pure impennare di nuovo il livello d’allerta in Francia e in tutt’Europa. Gli inquirenti francesi hanno fermato un 47enne e un 35enne sospettati di aver fiancheggiato in qualche modo il terrorista 21enne tunisino Brahim Aoussaoui, che ha certamente speso del tempo per preparare l’assalto. Oltre al coltello utilizzato, l’attentatore aveva con sé una sacca con due coltelli di riserva. Prima d’entrare nella basilica alle 8.29, inoltre, era rimasto circa un’ora nella vicinissima stazione di Nizza, dove si era cambiato. Era in città probabilmente da non più di 48 ore.

Altri elementi provengono dai familiari di Aoussaoui, residenti in Tunisia a Thina, vicino Sfax, intervistati dal canale arabo Al-Hadath, che li presenta come «sotto choc». La sera prima dell’attacco, il 21enne aveva raccontato al telefono il suo arrivo in Francia alla madre. Al fratello, invece, ha inviato una foto dai gradini della basilica, dicendo di voler passare lì la notte. Il passato di Aoussaoui è segnato da un’adolescenza turbolenta fra alcol e droga, prima di una svolta due anni fa, quando cominciò a dedicarsi sempre più alle preghiere islamiche, divenendo più introverso. Un percorso che ricorda quello di certi jihadisti “convertiti” lega- ti ad altre stragi recenti. Da Lampedusa (20 settembre) a Bari (9 ottobre), con ritorno poi in Sicilia, a Palermo, per due settimane passate presso un parente: queste le tappe ’italiane’ di Aoussaoui prima di giungere in Francia.

Una tempistica coerente con gli ultimi contraccolpi politicogiudiziari francesi attorno alle vignette di Charlie Hebdo sul profeta Maometto. Risale al 2 settembre l’inizio a Parigi del processo dei fiancheggiatori della strage del 7 gennaio 2015 contro la redazione del settimanale satirico. Un 2 settembre segnato pure dalla ripubblicazione delle vignette da parte di Charlie, con l’innesco di una nuova girandola mondiale di clamore e opposizione attorno al “diritto alla blasfemia” difeso in Francia.

Intanto, la Procura antiterrorismo di Tunisi ha aperto un’inchiesta sul potenziale coinvolgimento nell’attacco di Nizza di un fantomatico gruppo Al Mahdi nel sud della Tunisia. Un suo sedicente membro ha postato sui social un messaggio per rivendicare la responsabilità dell’attentato, ma affiorano apparenti incongruenze con altri contenuti online dello stesso individuo.

La radio tunisina locale Shems Fm ha invece citato una fonte della sicurezza secondo la quale Aoussaoui participò già nel 2012 e 2013, ovvero nella prima adolescenza, a raduni a Kairouan dell’organizzazione salafita Ansar al-Sharia, poi dichiarata terroristica anche da Onu e Usa. In passato, Aoussaoui ha pure venduto benzina di contrabbando, secondo la stampa tunisina.

Intanto, la tensione resta altissima in una Francia scivolata pure sotto la campana di vetro del confinamento generale sanitario anti-Covid. Durante un controllo a Parigi dopo la segnalazione di una residente, dei poliziotti sono stati aggrediti ieri da un uomo armato di coltello, ma si tratterebbe di uno «squilibrato». Un caso che ricorda quello del 33enne con pistola ucciso giovedì dalla polizia ad Avignone, per il quale si esclude la pista terroristica.

A Nizza, la basilica Notre-Dame de l’Assomption riaprirà domani pomeriggio, in un clima segnato fortemente anche ieri da emozione e cordoglio per le tre vittime, compresa la mamma 44enne capace di fuggire dalla basilica per spegnersi in un bar vicino subito dopo aver proferito: «Dite ai miei figli che li amo». Simone Barreto Silva era una cittadina brasiliana residente in Francia. Madre di 3 figli ed ex ballerina di samba, sognava di aprire un ristorante.

Al termine del Consiglio di Difesa di ieri attorno al presidente Emmanuel Macron, il ministro dell’Interno Gérald Darmanin ha confermato che passeranno a 7mila gli agenti del dispositivo nazionale antiterrorismo, concentrati in primis attorno a luoghi di culto, cimiteri e scuole, ancor più nel weekend di Ognissanti. Il ministro ha pure sostenuto che 14 stranieri irregolari e «radicalizzati » sono stati espulsi il mese scorso dalla Francia.

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