Redazione esteri martedì 23 ottobre 2018
Il presidente turco ha chiesto che i 18 sauditi arrestati vengano giudicati in Turchia. «Perché ancora non si trova il corpo della persona che hanno ammesso di aver ucciso?»
Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan (Ansa)

Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan (Ansa)

Non accenna a spegnersi lo scontro sulla morte del giornalista saudita, Jamal Khashoggi. Con il presidente turco Recep Tayyip Erdogan che è tornato a fare la voce grossa con Riad. «Pretendiamo di sapere chi ha dato ordini ai 15 giunti in Turchia, perché si sono radunati ad Istanbul nel giorno dell’omicidio, chi li ha mandati qui. E che le 18 persone arrestate devono essere giudicate in Turchia». E ancora: «Perché non si trova il corpo della persona che hanno ammesso di aver ucciso? Per quale motivo ci hanno fatto aspettare così tanto prima di autorizzare l’ispezione del consolato», ha chiesto il presidente turco.

Il giornalista saudita, Jamal Khashoggi (Ansa)

Il giornalista saudita, Jamal Khashoggi (Ansa)

«Tutte le prove raccolte fino ad ora vanno nella direzione di quello che è stato un omicidio eseguito in maniera selvaggia”. Il presidente turco ha puntato il dito contro la rete di reticenze e menzogne con la quel Riad ha cercato di allontanare i sospetti sulla morte del giornalista. “Dopo 17 giorni dalla sparizione del giornalista è giunta l’ammissione della morte da parte di Riad. Subito dopo sono state arrestate in Arabia Saudita 18 persone, 15 delle quali erano quelle giunte in Turchia e da noi individuate», ha aggiunto il presidente.

«Le convenzioni internazionali non possono essere utilizzate per nascondere un omicidio tanto barbaro”. Erdogan ha smentito che il reporter saudita sia morte dopo una collutazione: si è trattato, ha detto, di un omicidio “pianificato”». «Non dubito dell’onestà del re saudita Salman ma occorre che sull’omicidio di Jamal Khashoggi indaghi una delegazione giusta e non parziale, che non sia minimamente sospettabile di contatti con l’incidente ed eventualmente anche con il coinvolgimento di altri Paesi», ha concluso Erdogan.

«Ammettendo l’omicidio, l’Arabia Saudita ha compiuto un passo significativo, ma ora “i aspettiamo che tutti i responsabili dal livello più basso al più alto siano trovati.»

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