Paolo M. Alfieri lunedì 26 febbraio 2018
La maggior parte dei fermati è sospettata di affiliazione alla presunta rete golpista di Fethullah Gülen. Chiesta a Praga l’estradizione dell’ex leader del Pyd Saleh Muslim
Forze di polizia turche a Istanbul

Forze di polizia turche a Istanbul

Ancora arresti di massa in Turchia sotto lo stato d’emergenza post-golpe. Sono quasi mille (986) le persone detenute nell’ultima settimana in tutto il Paese con accuse di terrorismo, secondo il ministero degli Interni di Ankara. La maggior parte è accusata di affiliazione alla presunta rete golpista di Fethullah Gülen. Altre 259 persone sono finite in manette per sospetti legami con il Pkk. Fermati anche 53 presunti jihadisti del Daesh e 28 membri di gruppi illegali di estrema sinistra. Dal fallito golpe del luglio 2016, circa 90mila persone risultano arrestate in Turchia.

Saleh Muslim (Ansa)

Saleh Muslim (Ansa)

Il governo turco ha intanto chiesto ufficialmente alle autorità di Praga l’estradizione di Saleh Muslim, ex leader del Partito dell’Unione Democratica (Pyd), il principale partito curdo in Siria. Lo ha annunciato il portavoce del governo di Ankara a seguito dell’arresto del leader curdo, avvenuto sabato a Praga. Muslim è stato il leader del Pyd fino al settembre 2017.
“Il ministero della Giustizia turco ha presentato la richiesta di estradizione alle autorità ceche. Muslim comparirà oggi davanti a un giudice”, ha dichiarato il portavoce, Bekir Bozdag, in un’intervista all’emittente televisiva Ntv. La Turchia considera Il Pyd e il suo braccio armato, le Unità di protezione popolare (Ypg), alla stregua di un’organizzazione terroristica legata al Pkk.

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