Benvenuti nel sito della Chiesa Cattolica di Torino

Centro
Federico Peirone

Seguici su
Facebooktwitterrssyoutubeinstagram
27 Novembre 2013

TURCHIA – ( 27 Novembre )

Facebooktwitterpinterestlinkedinmail

ISTANBUL

Turchia, sotto “assedio” la basilica di Santa Sofia

Il cerchio del fanatismo sembra stringersi sempre di più attorno alla basilica di Santa Sofia, uno dei monumenti più noti di Istanbul e simbolo della cristianità, che il governo islamico moderato guidato da Recep Tayyip Erdogan cerca da tempo di riconvertire in moschea.

Ieri i quotidiani turchi hanno pubblicato la notizia che l’antico monastero di Stoudiou, che fa parte del complesso dell’ex basilica bizantina, verrà dedicato al culto islamico non appena saranno finiti i lavori di restauro, ossia il prossimo anno. Il monastero era stato costruito nel 462 dopo Cristo. Distrutto da incendi nel XIX e XX secolo non era più adibito a edificio religioso da secoli. Non appena diventerà moschea si chiamerà Imrahas Ilyas Bey.
Si tratta di un segnale molto inquietante. Con il monastero di Stoudiou salgono a ben tre nel giro di pochi mesi gli edifici bizantini riconvertiti al culto islamico. E il timore è che adesso il prossimo passo possa essere proprio Santa Sofia. Costruita nel IV secolo per volere dell’imperatore Teodosio e portata al suo massimo splendore da Giustiniano, Santa Sofia ha rappresentato per secoli il cuore della cristianità d’Oriente. Convertita in moschea dopo la caduta di Costantinopoli. Nel 1934 per volere del fondatore della Turchia laica e moderna, Mustafa Kemal Ataturk, fu trasformata in museo come la chiesta si San Salvatore in Chora.

Da tempo le correnti più conservatrici del Paese lavorano perché l’imam torni a predicare sotto i mosaici di Giustiniano e anche se il premier turco, Recep Tayyip Erdogan, si è sempre detto contrario all’ipotesi, sono in molti a pensare che ormai sia solo questione di mesi e se si conta che l’anno prossimo si terranno le elezioni locali, c’è da pensare che gli islamico moderati faranno di tutto per fare dimenticare le repressioni di Gezi Parki e compattare la base più conservatrice. 

Questa almeno sembra l’intenzione del vicepremier, Bulent Arimc, capo di una delle correnti più reazionarie dell’Akp, il partito per la Giustizia e lo Sviluppo, fondato da Erdogan nel 2001 e al potere da oltre 10 anni. Arinc, che negli ultimi mesi è in netta collisione con il premier, ha detto che Santa Sofia tornerà presto una moschea.
Anche il giornale della Turkish Airlines, la compagnia di bandiera, ha dedicato nei mesi scorsi un ampio servizio all’edificio, chiamandola «la moschea dei sultani» e provocando le ire del Patriarcato ecumenico di Costantinopoli. Come se non fosse mai stata altro.

 

Marta Ottaviani

Il testo completo si trova su:

http://www.avvenire.it/Mondo/Pagine/istanbul-assedio-basilica-Santa-Sofia.aspx#