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Federico Peirone

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7 Giugno 2013

TURCHIA – ( 7 Giugno )

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Erdogan torna in Turchia: le manifestazioni vanno fermate, infiltrazioni straniere



“Faccio appello ad una fine immediata delle manifestazioni, che hanno perso il loro carattere democratico e sono diventate vandalismo”. Così il primo ministro turco Tayyip Erdogan rientrato ad Istanbul dopo il tour diplomatico nel Magreb. Intanto per il settimo giorno consecutivo non si sono fermate le proteste in tutto il Paese, in serata migliaia di manifestanti si sono riversati in piazza Taksim, luogo simbolo della protesta. Massimiliano Menichetti:RealAudioMP3

Andrò avanti con l’eliminazione Gezi Park a Istanbul. Nessuna esitazione per il premier turco, Recep Tayyip Erdogan, che da Tunisi, poco prima di rientrare in patria ha chiarito che non intende rinunciare al progetto che ha innescato le proteste antigovernative in tutta la Turchia. Ha parlato di “estremisti” ipotizzato che un “organizzazione terrorista” stia promuovendo le proteste, ha confermato l’arresto di sette stranieri che avrebbero partecipato alle contestazioni, la stampa parla di undici. Poi al suo arrivo, dopo tre giorni nel Maghreb, davanti ai suoi sostenitori, radunatisi all’aeroporto Ataturk, il primo ministro ha fatto appello alla fine delle violenze: “Siamo uniti, siamo fratelli” ha detto precisando che le “contestazioni hanno perso il loro carattere democratico e sono diventate vandalismo”. Ma il Paese continua a manifestate, nella notte ancora un presidio a piazza Taksim. Ad Adana, nel sud-est, un poliziotto è morto cadendo da un ponte mentre inseguiva i manifestanti. Dall’inizio dei sommovimenti tre oppositori sono stati uccisi, più di quattromila i feriti, quasi duemila gli arresti.

Testo proveniente dalla pagina

 
http://it.radiovaticana.va/news/2013/06/07/erdogan_torna_in_turchia:_le_manifestazioni_vanno_fermate/it1-699178
 

del sito Radio Vaticana