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Federico Peirone

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7 Marzo 2016

TURCHIA – ( 7 Marzo 2016 )

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Emergenza

Migranti, la Turchia chiede altri 3 miliardi
 
 
 
 
​Da sinistra: Donald Tusk, presidente del Consiglio europeo, Martin Schulz,
presidente del Parlamento europeo e Jean-Claude Juncker, presidente della Commissione

 

All’ultimo minuto la Turchia ha avanzato richieste politiche e di ulteriori finanziamenti, oltre ai 3 miliardi già previsti, che minacciano di far deragliare l’accordo Ue-Turchia per ridurre il flusso dei migranti verso l’Europa. Dopo una anticipazione del Financial Times, lo ha confermato il presidente dell’Europarlamento Martin Schultz, che parla di ulteriori 3 miliardi richiesti, da versare nel 2018, mentre i lavori del vertice a Bruxelles sono appena iniziati. Presenti i 28 capi di Stato e di governo che compongono il Consiglio Europeo e il primo ministro turco Ahmet Davutoglu.

Il vertice non si concluderà nel pomeriggio, come previsto, ma continuerà a cena, con un nuovo incontro dei leader dei Ventotto con Davutoglu. La conferenza stampa congiunta è prevista solo al termine della cena.

Stamani Davutoglu ha incontrato il presidente del Parlamento Europeo Martin Schulz, che sabato aveva annunciato via Twitter di aver intenzione di sollevare il tema della libertà di stampa in Turchia dopo le proteste e gli scontri di piazza di venerdì e sabato davanti alla sede del quotidiano d’opposizione Zaman a Istanbul, occupato dalla polizia dopo una sentenza che lo commissaria.

Sulla crisi dei migranti, la Germania e le autorità europee considerano la Turchia un partner cruciale: secondo indiscrezioni, oggi verrà annunciato che la rotta dei Balcani occidentali è chiusa, logica conseguenza delle parole di Tusk di qualche giorno fa rivolte ai migranti (“Non venite in Europa”). La chiusura della rotta dei Balcani rischia di aggravare i problemi della Grecia e, in prospettiva, solleva preoccupazioni anche per l’Albania e l’Italia.

Il premier austriaco Werner Faymann ha avvertito: “Dobbiamo dire che la rotta è chiusa così che coloro che incoraggiano i migranti non siano ascoltati”.

CHE COSA CHIEDE ANKARA?
Oltre ad un aumento di fondi dall’Ue, Ankara chiede un accesso più veloce ai visti Schengen per i cittadini turchi e un processo accelerato per la sua richiesta di adesione. Questo stando a un’anticipazione del Financial Times. In cambio, Ankara sarebbe disposta a riprendere più migranti non siriani cui sia stato negato l’asilo in Europa oltre a quelli fermati nelle acque territoriali turche.

CHE COSA HA PROMESSO L’UE?
L’Unione europea ha già promesso ad Ankara 3 miliardi di euro come contributo per la gestione del flusso dei migranti. Lo stanziamento è stato deciso a novembre 2015 e coprirebbe, tra l’altro, i costi per la sanità e l’istruzione dei rifugiati siriani.

QUANTI MIGRANTI ACCOGLIE LA TURCHIA?
Dall’inizio della crisi siriana, nel 2011, la Turchia ha accolto circa 2,7 milioni di profughi, con un sostegno internazionale molto limitato, ricorda un report del German Marshall Fund of the United States. Anche se l’Europa accusa Ankara di essere un’autostrada per i migranti, nota lo studio, la Turchia più che un’autostrada è “una diga, che sta tracimando”. La guerra civile siriana ha creato circa 5 milioni di rifugiati e 7,5 mln di profughi interni.

© riproduzione riservata

Il testo originale e completo si trova su:

http://www.avvenire.it/Mondo/Pagine/bruxelles-vertice-migranti-ue-turchia.aspx