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Federico Peirone

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23 Settembre 2014

YEMEN – ( 23 Settembre )

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Yemen: non decolla l’accordo di pace. I ribelli conquistano Sanaa

Yemen: ancora scontri e vittime tra ribelli sciiti e governo

 

Sembra precipitare la situazione nello Yemen. Il presidente Abdu Rabu Mansour Hadi grida al “complotto” davanti all’avanzata dei ribelli sciiti di Ansar Allah, che hanno preso il controllo di quasi tutta la capitale Sanaa. Non si vede dunque alcun esito dell’accordo di pace firmato appena due giorni fa con la mediazione dell’Onu, che prevedeva l’immediato cessate il fuoco e, entro un mese, un nuovo governo che includesse anche i ribelli. Una situazione di fragilità che rischia di cronicizzarsi come spiega Massimo Campanini, docente di Storia dei Paesi Islamici all’Università di Trento, nell’intervista di Gabriella Ceraso:


R. – Ci si dimentica facilmente che lo Yemen è stato uno dei Paesi coinvolti dalla cosiddetta “primavera araba”. Il coinvolgimento, però, non ha provocato una vera modificazione della realtà politica, delle istituzioni. Questo ha mantenuto in piedi le tre faglie principali che rendono complessa e variegata la realtà politica yemenita: quella tribale, quella delle divisioni religiose e quella della presenza qaedista provocano delle tendenze centrifughe, fortemente destabilizzanti.

 D. – L’accordo, però, è comunque firmato e prevede la nascita di un moderno Stato civile e federale: quindi con l’ingresso dei ribelli e dei miliziani sunniti filogovernativi nel nuovo governo…

R. – Sì. Bisogna vedere nei fatti se questo succede davvero: le forze e le tendenze armate delle varie correnti possono trovare una convergenza, ma poi bisogna che tutto ciò funzioni.

D. – Però nello Yemen si potrebbe concretizzare questa svolta per una serie di interessi, anche internazionali, che ci sono su questo Paese oppure no?

R. – Questo è augurabile. Tuttavia nella geopolitica regionale lo Yemen rimane, in qualche modo, un Paese marginale. Bisogna vedere quali sono gli interessi e le prospettive soprattutto dell’Arabia Saudita: certamente l’Arabia Saudita appoggerà l’uno o l’altro dei contendenti nella prospettiva del proprio disegno egemonico.

 D. – Dall’altra parte chi c’è? L’Iran è dietro i ribelli?

 R. – Anche se l’Iran, da un certo punto di vista, potrebbe pensare a una internazionalizzazione dello sciismo, vedo lo Yemen un po’ lontano dagli interessi strategici iraniani, anche se naturalmente l’Iran è estremamente coinvolto dalla rivalità con l’Arabia Saudita per l’egemonia regionale. Però direi che è difficile stabilire chi ci stia dietro, ma non vedo positivamente un ruolo veramente decisivo dell’Iran.

 

Il testo completo si trova su:

http://it.radiovaticana.va/news/2014/09/23/yemen_non_decolla_laccordo_di_pace_tra_ribelli_e_governo/1107134