Redazione Internet martedì 9 novembre 2021
Intissar al-Hammadi, 19 anni, è stata arrestata a febbraio con l’accusa di prostituzione e droga. Le ong avevano denunciato maltrattamenti in carcere e un tentato suicidio
La giovane modella yemenita

La giovane modella yemenita – Fermo immagine

Una giovane modella yemenita è stata condannata a cinque anni di carcere in Yemen dagli insorti sciiti Huthi, filo-iraniani, con accuse di “consumo di droga” e “prostituzione”, al termine di un processo fortemente criticato dalle ong internazionali per i diritti umani. Lo riferisce l’agenzia di stampa dei ribelli filo-iraniani, Saba.

 

Intissar al-Hammadi, nota sui social media, dove vanta migliaia di follower e ha pubblicato anche diverse foto senza il velo islamico, era stata arrestata lo scorso 20 febbraio all’età di 19 anni mentre si recava a una sessione fotografica nella capitale yemenita Sanaa, controllata dai ribelli.

“La pena è ingiusta e politicamente motivata”, ha accusato su Twitter Afrah Nasser, ricercatrice sullo Yemen di Human Rights Watch, che riferisce anche della condanna di “altre donne a uno, tre e cinque anni” di prigione.

“È una condanna inaccettabile nei confronti di una ragazza che ha sfidato l’oscurantismo del regime degli Huthi” denuncia Amnesty International, attraverso il suo portavoce in Italia Riccardo Noury. “Dal febbraio di quest’anno è stata sottoposta a isolamento, minacciata più volte di essere sottoposta a test di verginità, oggetto di insulti razzisti perché la madre è etiope e quindi considerata impura”. “Questo processo – prosegue Noury – è assolutamente iniquo: basti pensare che un procuratore che aveva disposto la libertà su cauzione è stato rimosso dall’incarico, all’avvocato era stato imposto di non rilasciare interviste”. Amnesty International ha chiesto l’annullamento della condanna e la libertà per la giovane.

A maggio, Amnesty International aveva denunciato che la modella era stata “maltratta fisicamente e verbalmente” durante la detenzione, mentre il Centro del Golfo per i diritti umani (Gchr) aveva riferito di un suo tentativo di suicidio a giugno.

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