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Federico Peirone

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14 Luglio 2014

AFGHANISTAN – ( 14 Luglio )

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AFGHANISTAN

Elezioni in Afghanistan, la revisione del voto è “una sconfitta per la democrazia”

Lo affermano fonti di AsiaNews a Kabul. Le elezioni presidenziali 2014 dovevano essere “il primo atto di autentica democrazia nel Paese”. Il ballottaggio ha capovolto i risultati della prima fase di voto, suggerendo possibili brogli.

Kabul (AsiaNews) – La revisione dei voti del ballottaggio per le elezioni presidenziali in Afghanistan “è una sconfitta per quello che doveva essere il primo atto di autentica democrazia nel Paese”. È il commento di una fonte di AsiaNews a Kabul, anonima per motivi di sicurezza, riguardo alla decisione delle autorità afghane – presa con la “supervisione” del segretario di Stato Usa John Kerry – di procedere a una nuova conta dei voti, per dirimere la disputa sull’esito delle elezioni.

I risultati del ballottaggio – tenuto il 14 giugno scorso – hanno dato per vincitore Ashraf Ghani, candidato indipendente di etnia pashtun (la maggioranza, ndr), con il 56,44% dei voti. Un margine di oltre 10 punti sull’avversario Abdullah Abdullah, candidato della National Coalition of Afghanistan di etnia tajiki, che si è fermato al 43,45%. Un capovolgimento netto rispetto alla prima fase di voto (5 aprile scorso), conclusa senza un vincitore assoluto ma con Abdullah in netto vantaggio rispetto a Ghani.

Questa inversione di rotta ha accresciuto il timore che si siano verificati brogli, considerati sin dall’inizio la maggiore “minaccia” alla scelta democratica del nuovo presidente dell’Afghanistan. Dopo un primo momento di incertezze, entrambi i candidati hanno accettato di procedere alla riconta dei voti, e di accettarne il risultato finale. Hamid Karzai, capo di Stato uscente, non ha potuto candidarsi perché già al secondo mandato.

“Il fatto che abbiano accettato questa revisione dei voti – spiega la fonte locale di AsiaNews – è di una certa importanza, soprattutto dopo il fallimento di non essere riusciti ad avere elezioni davvero democratiche”. Tanto più, aggiunge, “che i brogli vi sono stati da entrambe le parti, anche se c’è da chiedersi come sia potuto accadere. Ci sono sempre stati dei controllori internazionali – sebbene non in tutti i seggi elettorali – eppure non sono mancate le truffe: il numero delle schede è risultato superiore al numero degli elettori registrati; il numero di elettrici era maggiore di quello degli uomini. Tutte cose che un controllo internazionale avrebbe dovuto impedire”.

“Non ho una preferenza tra i due candidati – sottolinea -, ma mi piacerebbe che il nuovo capo di Stato fosse, per una volta, non di etnia pashtun. A fronte di una popolazione così variegata come quella afghana sarebbe una vera espressione di democrazia“.

 

Il testo completo si trova su:

http://www.asianews.it/notizie-it/Elezioni-in-Afghanistan,-la-revisione-del-voto-è-una-sconfitta-per-la-democrazia-31616.html