Benvenuti nel sito della Chiesa Cattolica di Torino

Centro
Federico Peirone

Seguici su
Facebooktwitterrssyoutubeinstagram
5 Marzo 2020

ASIA/PAKISTAN – (5 Marzo 2020)

Facebooktwitterpinterestlinkedinmail

ASIA/PAKISTAN – Appello dei leader religiosi allo stato e alla comunità internazionale: garantire giustizia per l’omicidio di Saleem Masih

giovedì, 5 marzo 2020 diritti umani   persecuzioni   minoranze religiose   islam   discriminazione   cittadinanza  

Lahore (Agenia Fides) – Indignazione e condanna per “un crimine barbaro, disumano e atroce”; richiesta ai governi provinciali e federali di “punire gli assassini con fermezza”; appello alle organizzazioni internazionali per promuovere la tutela delle minoranze religiose in India e Pakistan: lo chiedono la Commissione nazionale per il dialogo interreligioso e l’ecumenismo (NCIDE, in seno alla Conferenza episcopale cattolica del Pakistan) e la Chiesa del Pakistan (parte della Comunione anglicana) stigmatizzando insieme il brutale omicidio di Saleem Masih, giovane cristiano ucciso nei giorni scorsi nel distretto Kasur, in Punjab. Come comunicato all’Agenzia Fides, diversi leader religiosi cristiani e musulmani si sono riuniti ieri a Lahore affrontando la questione e discutendo il da farsi. La riunione è stata presieduta da mons. Azad Marshal vescovo anglicano della diocesi di Rawalpindi, nella Chiesa del Pakistan, alla presenza, tra gli altri, di p. Francis Nadeem OFM Cap, Segretario esecutivo della NCIDE, p. Emmanuel Khokhar e il leader islamico Muhammad Asim Makhdoom . Tutti i presenti hanno “espresso profondo rammarico” per i fatti accaduti, segno della diffusa intolleranza verso i cristiani, e anche per il comportamento della polizia che non ha preso provvedimenti più duri, fermando ma subito rilasciando gli autori del crimine.
P. Francis Nadeem OFM Cap dichiara a Fides: “E’ responsabilità dello stato fornire sicurezza a tutti i cittadini del paese senza alcun tipo di discriminazione. Tutti i cittadini, di ogni religione, sono uguali, contribuiscono sviluppo della loro amata nazione e meritano uguali diritti. Siamo una nazione e viviamo sotto un’unica Costituzione e un’unica bandiera. Lo stato deve far rispettare questi principi fondamentali”.
Il Vescovo Azad Marshal, ha affermato che egli stesso “presenterà una denuncia (First Information Report) contro i criminali e non farà un passo indietro fino a quando i colpevoli non riceveranno la punizione appropriata”.
L’assemblea dei leader religiosi ha espresso dolore e amarezza per la persecuzione subita dai cristiani in Paskistan, ricordando anche quella subita dai musulmani dell’India, invitando, per entrambi gli scenari, a evitare ogni legge e comportamento discriminatorio, rispettando il “principio di cittadinanza”.
Come riferito a Fides, l’assemblea ha preso le seguenti decisioni: lanciare un appello alle organizzazioni mondiali per i diritti umani “affinché intraprendano azioni immediate per fermare la violenza contro i musulmani dell’India e contro le minoranze religiose in Pakistan”; lanciare un appello al governo del Pakistan perchè, “invece di proclamare slogan vuoti, adotti misure pratiche per evitare questo tipo di incidenti in futuro”, portando davanti alla giustizia i colpevoli dell’omicidio di Saleem Masih e promuovendo attivamente l’armonia interreligiosa in Pakistan.
Saleem Masih, 22 anni, contadino cristiano, è stato brutalmente torturato dai proprietari terrieri locali nel Kasur con l’accusa di aver “inquinato” un pozzo facendo il bagno. Il 25 febbraio Saleem aveva finito di lavorare nei campi nel villaggio di Baguyana e si stava sciacquando quando un gruppo di uomini musulmani, tra i quali Sher Dogar, Iqbal, Altaf, Jabbar e Haji Muhammad ha cominciato a picchiarlo. Lo hanno maledetto e percosso, definendolo un “sudicio cristiano”. Lo hanno incatenato, alle mani e ai piedi, e hanno continuato a torturarlo con bastoni e con asta di ferro arroventata , causandogli fratture multiple e lesioni interne ed esterne, su tutto il corpo. Gli aggressori hanno tenuto sotto sequestro il suo corpo gravemente ferito per circa tre giorni, prima di riconsegnarlo alla sua famiglia . Il giovane, condotto in ospedale a Lahore il 27 febbraio, non è riuscito a sopravvivere a causa delle ferite riportate ed è deceduto il 28 febbraio. (PA) (Agenzia Fides 5/3/2020)

Il testo originale e completo si trova su:

http://www.fides.org/it/news/67513-ASIA_PAKISTAN_Appello_dei_leader_religiosi_allo_stato_e_alla_comunita_internazionale_garantire_giustizia_per_l_omicidio_di_Saleem_Masih