Redazione Esteri venerdì 23 ottobre 2020
Il segretario di Stato americano, Mike Pompeo, oggi incontrerà a Washington i ministri degli Esteri di Armenia e Azerbaigian. Obiettivo: una nuova tregua. Ma gli scontri continuano
Un soldato armeno dispiegato nella regione contesa del Nagorno-Karabakh

Un soldato armeno dispiegato nella regione contesa del Nagorno-Karabakh – Ansa

 

Cinquemila vittime. A fornire il bilancio del conflitto guerra tra azeri e armeni attorno al Nagorno-Karabakh è il presidente russo, Vladimir Putin. “Secondo i nostri dati – ha detto Putin in televisione ieri sera – il numero dei morti è di quasi 2.000 per parte, questo significa che il totale dei deceduti si sta già avvicinando a 5.000″. Azeri e armeni si contendono da decenni il Nagorno-Karabakh ma a fine settembre il conflitto si è riacceso. Oggi le parti si siederanno al tavolo delle trattative per cercare, ancora una volta, di far cessare le armi. Una soluzione fortemente caldeggiata dal segretario di Stato americano, Mike Pompeo, che oggi incontrerà a Washington i ministri degli Esteri di Armenia e Azerbaigian. Anche la Russia spinge per un cessate il fuoco, che sia meno fragile dei precedenti. Due diversi cessate accordi per cessate il fuoco ottenuti con la mediazione della Russia non sono stati rispettati. Secondo il portavoce del Cremlino, Dmitrij Peskov in questo momento “sarebbe un enorme errore definire una qualsiasi formula” per la pace fra i due Paesi. “La Turchia non fa segreto del suo inequivocabile sostegno per l’Azerbaigian e ritiene che la questione possa essere risolta con l’impiego della forza mentre la Russia e il Presidente Putin hanno fiducia nel fatto che non ci sia una soluzione militare al conflitto”. “Sia Azerbaigian che Armenia sono partner speciali di Mosca, siamo legati insieme da decenni, se non secoli di storia comune e per noi queste relazioni sono importanti”, ha concluso Peskov.

Il muro di una casa crivellato di colpi nella città di Terter

Il muro di una casa crivellato di colpi nella città di Terter – Ansa

Sul campo, però, si continua a combattere. II Presidente azero Ilham Aliyev ha detto che le possibilità di arrivare a un accordo sono “decisamente remote” e il giorno precedente il premier armeno Nikol Pashinyan aveva affermato di non vedere a questo punto una soluzione diplomatica al conflitto. L’Azerbaigian ieri ha rivendicato la conquista di tutte le regioni occupate dall’Armenia al confine con l’Iran, con la liberazione del distretto di Agbend. Ma l’Armenia ha smentito come falsa la notizia.

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