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21 Novembre 2016

INDIA – (21 Novembre 2016)

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INDIA

Mumbai, cristiani e musulmani “co-pellegrini” nel cammino di dialogo e collaborazione

Errol D’Lima

I gesuiti hanno organizzato un seminario con esponenti islamici. L’obiettivo è evidenziare le somiglianze fra le due religioni, per favorire la collaborazione. Spiegazioni sull’islam e sul Corano; riconoscere le interpretazioni che influenzano la dottrina islamica.

 

Mumbai (AsiaNews) – Evidenziare le somiglianze tra cristianesimo e islam, in modo da instaurare un dialogo e una collaborazione costruttive tra le due comunità in India. È l’obiettivo del seminario che si è svolto il 3 novembre scorso a Mumbai. Vi hanno partecipato personalità di entrambe le religioni, mossi dal comune intento di comprende la fede dell’altro e riconoscersi come “co-pellegrini”. Di seguito riportiamo il commento di p. Errol D’Lima, che ricostruisce l’intervento di p. Victor Edwin, gesuita esperto di islam.

La Costituzione laica dell’India stabilisce la libertà di religione. Tutte le religioni devono essere rispettate e la prima condizione affinchè questo avvenga è essere ben informati sulle altre fedi e imparare ad apprezzarle.

Il 3 novembre 2016 la direzione provinciale dei gesuiti di Mumbai ha organizzato un seminario intitolato “Cristiani e musulmani viaggiano insieme come co-pellegrini: l’ideale e la realtà dell’esistenza”. Membri della direzione provinciale, sacerdoti dell’arcidiocesi di Mumbai ed esponenti della Conferenza dei religiosi dell’India (Cri, associazione di uomini e donne appartenenti a vari ordini religiosi cattolici o congregazioni) hanno partecipato al seminario. L’attivista Irfan Engineer, ospite speciale della comunità islamica, ha preso parte a tutti i lavori del seminario e ha svolto un ruolo importante nella discussione.

L’obiettivo del seminario era fornire informazioni affidabili sull’islam. In questo modo può emergere un dialogo che arricchisce a vicenda cristianesimo e islam in aree come la fede, la spiritualità, il lavoro e l’azione socio-ambientale.

Il programma del seminario includeva una sessione mattutina con due contributi di un esperto, tempo per domande e chiarimenti, discussione di gruppo focalizzata su piani di azioni futuri di ulteriore dialogo. Dopo il pranzo, sono stati presentati i rapporti dei gruppi e una discussione finale ha concluso l’evento.

P. Victor Edwin sj era il nostro esperto. Egli è specializzato sia nella teoria che nella pratica dell’islam e insegna al Vidyajyoti [College of Theology di Delhi, gestito dai gesuiti – ndr]. Nella prima sessione ha focalizzato l’attenzione sull’apprezzamento dell’islam da parte della Chiesa cattolica, come è espresso in due documenti del Concilio Vaticano II, Lumen Gentium 16 e Nostra Aetate 3. Entrambe le religioni sottolineano che Dio è uno, misericordioso e creatore di tutto. Secondo la fede in Abramo, tutte le persone devono sottomettersi a Dio, che è anche giudice.

Papa Paolo VI e papa Giovanni Paolo II hanno dichiarato la propria ammirazione per i musulmani e hanno chiesto ai cristiani di essere aperti a ciò che essi dicono, essere arricchiti e sfidati nella pratica della propria devozione cristiana.

La seconda sessione ha offerto un commento sugli insegnamenti e le pratiche dell’islam. Ai partecipanti sono stati presentati i cinque pilastri dell’islam: Shahada, la professione di fede; Salat, il rito di preghiera giornaliero; Zakat, la tassa per aiutare i poveri; Saum, il digiuno del Ramadan; Hajj, il pellegrinaggio alla Mecca. Come il cristianesimo e l’ebraismo, l’islam è una religione fondata su un libro [sacro], e i musulmani danno importanza assoluta al libro del Corano.

I partecipanti hanno posto domande, sollevando importanti spiegazioni sul Corano. Il testo è diviso in capitoli chiamati “sure”, e Allah è l’autore – non Maometto. L’islam evidenzia la necessità di vivere in modo etico; la persona è aiutata seguendo la Sharia [legge islamica, ndr] che abbraccia ogni aspetto della vita umana, dalle questioni personali alle relazioni familiari, l’organizzazione sociale, economica e politica della comunità.

Accanto al Corano, un’altra fonte del pensiero e della pratica islamica è l’Hadith, che comprende le espressioni, le azioni e le decisioni di Maometto. La percezione comune – spesso sostenuta dai media – interpreta l’islam come un insieme unitario. Ma è necessario riconoscere che esistono varie interpretazioni che influenzano il modo di vivere islamico in differenti Paesi e movimenti. I media ricercano spiegazioni sul vero significato del jihad [guerra santa, ndr] e gli stereotipi che accompagnano i musulmani.

Il seminario si è concluso con una discussione che ha sottolineato il bisogno di introspezione in tema di religione e di interpretare i testi religiosi con attenzione e cautela. Le religioni diverse dalla propria portano nuove esperienze che suggeriscono cambiamento, e a volte producono incertezza e paura che aumentano le tendenze fondamentaliste.

Gruppi politici dirottano la religione per i loro scopi egoistici e usano i social media per mostrare la loro causa. Esiste la necessità di analizzare la religione e il modo in cui essa è vissuta; altrimenti ciò che è l’opinione privata di una persona o di un gruppo può essere utilizzata come dottrina di un gruppo religioso per l’intera comunità.

Nelle nostre istituzioni cristiane, c’è bisogno di celebrare l’armonia religiosa attraverso programmi che promuovano la benevolenza e la comprensione tra differenti gruppi religiosi. La Chiesa ha incoraggiato il dialogo con le altre fedi. In tal modo i cristiani rispettano le altre religioni e – in osservanza della Costituzione indiana – danno spazio alla pratica della religione in modo che sia costruttiva e aumenti la fede e l’armonia.

Il testo originale e completo si trova su:

http://www.asianews.it/notizie-it/Mumbai,-cristiani-e-musulmani-“co-pellegrini”-nel-cammino-di-dialogo-e-collaborazione–39197.html