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Federico Peirone

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17 Novembre 2016

ISRAELE – (17 Novembre 2016)

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Israele: si lavora a sanatoria avamposti ebraici in Cisgiordania

Avamposto israeliano in Cisgiordania - AFP

Avamposto israeliano in Cisgiordania – AFP

Il Parlamento israeliano ha approvato la proposta di legge sulla sanatoria retroattiva degli avamposti ebraici in Cisgiordania, eretti anche su terra privata palestinese. Gli avamposti sono alloggi non contigui con gli insediamenti già stabiliti. La proposta – avversata dall’opposizione al governo Netanyahu – è stata criticata dalla leadership palestinese, assieme a Egitto, Giordania e amministrazione Usa. Pur trattandosi di una lettura preliminare, secondo alcuni osservatori, il provvedimento rischierebbe di creare un nuovo motivo di contrasto tra Israele e la comunità internazionale. Se fosse approvato così com’è, ci sarebbe una sanatoria per circa 2500 abitazioni. Marco Guerra ne ha parlato con Janiki Cingoli, direttore del Cipmo, il Centro italiano per la pace in Medio Oriente:

R. – Va detto subito che questo è un voto preliminare, che deve andare in Commissione e poi deve essere rivotato. Ed è molto improbabile che arrivi a conclusione. Netanyahu da una parte si trova la concorrenza di Bennett, che è alla sua destra e che non gli  vuole lasciare la palma del difensore dei coloni, e d’altra si rende conto che tanto la legge difficilmente potrebbe avere l’approvazione dell’Alta Corte di Giustizia, che ha già detto che la considera illegale. Secondariamente, ha ottenuto il voto favorevole dei moderati del suo governo, con la promessa che poi insabbi la legge. E’ una questione di gioco delle parti.

D.  – C’è stata la stigmatizzazione da parte di quasi tutta la comunità internazionale. Quindi Israele, se vuole andare avanti con la sanatoria delle colonie, rischia di ritrovarsi isolato…

R. – Israele non è mai stato meno isolato di oggi. Perché Israele oggi avrà sostanzialmente un appoggio molto più forte da parte di Trump, la cui figlia si è convertita e ha sposato un ebreo. Trump è inviso all’ebraismo americano, tuttavia rispetto ad Israele – in quanto Stato – le aspettative di Netanyahu verso Trump sono alte. E poi occorre tener presente che Israele in questo momento ha rapporti eccellenti con i russi – c’è stata recentemente anche la visita di Medvedev e gli scambi quasi settimanali di telefonate con Putin – perché c’è un interesse russo ad utilizzare le tecnologie israeliane. Ci sono anche i rapporti di Israele con l’India, con la Cina, anch’esse entrambe interessate alla tecnologia israeliana; poi ci sono tutti i rapporti stabiliti con l’Africa centrale; e, infine, ci sono i rapporti che sono in via di decollo con l’America Latina. Quindi francamente se dovessi dire chi, in questo momento, è isolato sul piano internazionale, direi che lo sono molto di più i palestinesi. Detto questo, poi, è chiaro che Netanyahu sa che ci sono dei limiti e io credo che cercherà di non superarli.

D. –  Resta il fatto che le colonie israeliane nei Territori difficilmente saranno sgomberate…

R. – Qui non stiamo parlando delle colonie, che è un discorso diverso: qui stiamo parlando degli avamposti illegali, cioè degli ‘outpost’, che sono stati stabiliti al di là delle colonie esistenti e in violazione della ‘Road map’, che era stata stabilita con l’amministrazione americana, perché dicevano che questi insediamenti dovevano essere demoliti. C’è un’ordinanza di demolizione di uno di questi insediamenti della Corte Suprema e c’è il tentativo di Bennett di sanare questi insediamenti illegali – sono così chiamati – perché costruiti su terra palestinese. Quindi non è in discussione la questione delle colonie: è in discussione il destino degli avamposti al di fuori delle colonie. 

Il testo originale e completo si trova su:

http://it.radiovaticana.va/news/2016/11/17/israele_parlamento_vota_sì_alla_sanatoria_degli_avamposti/1272966