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28 Aprile 2020

LIBANO – (28 Aprile 2020)

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Ritorna la rivolta, ma è per il braccio di ferro fra premier e governatore della Banca centrale

di Pierre Balanian

Ieri a Tripoli, in uno scontro fra manifestanti ed esercito, vi è stato un morto e 39 feriti, fra cui 4 soldati. I dimostranti forse sono mercenari. Intanto vi è un attacco dei partiti d’opposizione – il Futuro dell’ex premier Saad Hariri, il Partito Socialista progressista di Walid Jumblat, le Forze Libanesi di Samir Geagea – al governo di Hassan Diab. Il governatore Riad Salame considerato “protettore dei corrotti.”

Beirut (AsiaNews) – Carcasse incenerite, due veicoli dell’esercito incendiati, Vetrine saccheggiate, sedi di banche date alle fiamme, schegge di vetro, macchie di sangue: è quanto mostra la città di Tripoli stamane, dopo gli scontri fra esercito e manifestanti. Nonostante vi sia l’emergenza del Covid-19, i manifestanti della crisi economica sono tornati sulle strade a Tripoli ed in altre città. Azioni simili si registrano nella Sidone sunnita, in alcune vie di Beirut, nella zona sunnita della Bekaa. Il bilancio degli scontri a Tripoli è di un morto e 39 feriti, fra cui 4 soldati. I manifestanti hanno fatto ricorso a bottiglie di vetro Molotov, i militari – venuti per far rispettare il distanziamento sociale – hanno usato proiettili veri e non di gomma.

Sfruttando l’emergenza coronavirus, il nuovo governo aveva fatto sgomberare il centro di Beirut, fulcro dei sit-in anti-corruzione, ma la crisi economica che dominava il Paese, con la paralisi, si è acuita. Il distanziamento sociale ha causato maggior miseria, con aumenti del 100% sui prezzi e con il valore del dollaro Usa schizzato a 4200 lire libanesi al mercato nero (prima delle rivolte nell’ottobre 2019 era scambiato a 1500). Ieri il governo ha fatto arrestare 19 cambiavalute del mercato nero accusati di speculazione. Ma la categoria si ribella perché sostenitrice del mercato libero.

Fra i gruppi di manifestanti di ieri non si vedono facce di tutte le età e religioni, ma solo giovani che si sospetta facciano questo lavoro come mercenari. Del resto, perché scendere in piazza adesso, nonostante il rischio di contaminazione?

Intanto i partiti dell’opposizione – il Futuro dell’ex premier Saad Hariri, il Partito Socialista progressista di Walid Jumblat, le Forze Libanesi di Samir Geagea – sferrano un attacco al governo di tecnocrati di Hassan Diab e in difesa del sistema bancario libanese, o meglio del governatore della Banca centrale libanese, Riad Salame.

Secondo diversi analisti, il governo di Diab, pur senza molta esperienza, ha dimostrato efficacia nella lotta al Covid-19 e mira a “mantenere la stabilità della valuta libanese” e “salvare la stabilità finanziaria ed economica del Paese”. Invece, il governatore Salame sembra avere altre intenzioni: persona scelta a suo tempo da Washington, continua a proteggere con l’omertà le personalità e i partiti che in passato hanno impoverito il Paese.

Gli analisti fanno notare anche che le manifestazioni di Tripoli sono iniziate in concomitanza con il ritorno dell’ex premier Hariri da Parigi.

Da oggi alle 11 è in corso una seduta del Consiglio dei ministri per discutere una legge contro la corruzione e per far rientrare i capitali trafugati all’estero da personalità corrotte.

L’esercito ha annunciato che non ‘’tollererà alcun disturbo all’ordine pubblico e alla sicurezza e risponderà con le dovute misure’’.

Il testo originale e completo si trova su:

http://www.asianews.it/notizie-it/Ritorna-la-rivolta,-ma-è-per-il-braccio-di-ferro-fra-premier-e-governatore-della-Banca-centrale-49940.html