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Federico Peirone

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25 Gennaio 2013

MALI – ( 25 Gennaio )

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Mali: bombardamenti francesi al confine con la Nigeria, si dividono gli islamisti



La situazione in Mali. L’aviazione francese ha condotto raid aerei a sud di Gao, non lontano dalla frontiera nigeriana, proprio nel momento in cui gli islamisti tuareg usciti dal gruppo armato Ansar Dine hanno creato un nuovo movimento auspicando una soluzione ”pacifica” al conflitto. E intanto piovono nuove minacce sulla Francia. Salvatore Sabatino:RealAudioMP3

“Questa aggressione, gli abusi e l’ingiustizia vi causerà calamità e disastri”. La minaccia di Al Quaeda alla Francia è chiara e giunge nel momento di maggiore impegno dell’esercito transalpino in Mali. Ieri i combattimenti sono arrivati a lambire la Nigeria. Gaò, che è la città più vicina al confine, è stata teatro di bombardamenti francesi, così come Ansango, un’ottantina di chilometri più a sud. Qui gli islamisti avevano trasferito i loro comandi, dopo che erano stati costretti a lasciare in tutta fretta Timbuctu. Il problema è che la morsa in cui i ribelli sono stati costretti sta, di fatto, preoccupando gli Stati limitrofi, perché i ribelli potrebbero essere costretti a sconfinare. Anche negli altri Paesi non avrebbero, però, vita facile; 2.000 soldati del Chad e 500 nigeriani si stanno già schierando nelle ultime ore in Niger, aprendo una nuova via per cacciare i gruppi islamisti. Prende forma, insomma, quella forza d’intervento africana, sotto mandato Onu, che dovrebbe dare il cambio all’esercito francese. Movimenti e strategie militari che giungono nel momento in cui il gruppo di ribelli islamisti “Ansar dine” si è spaccato e la fazione scissionista, il Movimento per Azawad, ha annunciato di essere pronta ai colloqui di pace.

13 giorni di intervento armato in Mali sono costati finora alla Francia 30 milioni di euro, ha dichiarato il ministro della Difesa francese Jean-Yves Le Drian. Difficile invece valutare i costi umani di questa guerra che già registra violazioni dei diritti umani, come esecuzioni sommarie e altre atrocità, tanto che Human Rights Watch ha chiesto l’invio di osservatori. Fabio Bucciarelli, fotoreporter in Mali, ci conferma la preoccupazione per una guerra ‘silenziata’ ai media al microfono di Roberta Gisotti:

R. – Sono a Segoù dove fanno base i giornalisti. Nei giorni scorsi sono stato a Niono, attendendo la liberazione di Jabali da parte delle truppe francesi. Siamo andati a Jabali, dopo quattro giorni di attesa e abbiamo trovato una città distrutta dai bombardamenti degli elicotteri francesi. Una cosa che ci tengo a precisare è che in questo momento c’è un forte blackout sui media. I francesi non fanno accedere alle front-line e, come dicevo, prima di arrivare a Jabali, che era la città contesa nella zona ovest del Paese, abbiamo atteso quattro giorni. Nel momento che siamo arrivati non abbiamo visto né feriti, né morti, né combattimenti. E’ la guerra più surreale che abbia coperto. I francesi non vogliono fare accedere ai campi di battaglia. Quello che i giornalisti internazionali stanno facendo è seguire le truppe francesi, una volta che le zone sono state liberate. L’altro ieri sono andato sul fronte Nord, a Mopti, a Sevaré; in quel caso sono arrivato a 25 km da Sevaré e i checkpoint delle truppe del Mali non ci hanno fatto passare e siamo dovuti tornare indietro.

D. – Quindi è molto diffcile fare valutazioni? Ad esempio, le agenzie ci dicono che il primo contingente della Forza africana autorizzata all’intevento in Mali ha iniziato ieri a muoversi verso il centro del Paese?

R. – Un po’ dappertutto ci sono militari e checkpoint sparsi tra diverse città però non fanno avvicinare alle zone di combattimento, quindi notizie di prima mano sul fronte non ci sono.

Intanto, dalle Caritas della regione del Sahel giunge un appello per un intervento immediato a sostegno della popolazione civile del Mali. E’ urgente quindi l’apertura di corridoi umanitari per fornire beni di prima necessità ed anche aiuto psicologico. Da gennaio, altri 9 mila profughi si sono aggiunti ai 400 mila già presenti tra sfollati interni al Mali e rifugiati nei Paesi limitrofi.

Il testo completo si trova su:

http://it.radiovaticana.va/news/2013/01/25/mali:_bombardamenti_francesi_al_confine_con_la_nigeria,_si_dividono_gl/it1-658837