Benvenuti nel sito della Chiesa Cattolica di Torino

Centro
Federico Peirone

Seguici su
Facebooktwitterrssyoutubeinstagram
12 Settembre 2015

MEDIA/PROFUGHI – ( 12 Settembre 2015 )

Facebooktwitterpinterestlinkedinmail
L’OPINIONE DEL TERRITORIO
 
Il dramma dei profughi. Le prime pagine dei giornali diocesani

I settimanali cattolici, in uscita in questi giorni, invitano a rimboccarsi le maniche: “Papa Francesco lanciando domenica scorsa il suo appello perché parrocchie, conventi, santuari alloggino una famiglia di profughi non ha fatto altro che ricordare una delle tradizionali opere di misericordia corporale: alloggiare i pellegrini. I pellegrini del nostro tempo sono i profughi e gli immigranti”
Gigliola Alfaro

 
“Non si può non rispondere all’appello di Papa Francesco”. I giornali aderenti alla Fisc (Federazione italiana settimanali cattolici), in uscita in questi giorni, invitano a rimboccarsi le maniche. “Al dramma dei profughi – rilevano le testate Fisc – occorre rispondere con un sussulto di umanità e responsabilità”. Tra gli altri argomenti affrontati dai settimanali: Motu proprio sulla nullità matrimoniale, politica, nuovo anno scolastico e vita delle diocesi.

L’appello del Papa per l’accoglienza dei profughi. “Tutti insieme con il Papa”. L’appello di Francesco all’Angelus di domenica 6 settembre per l’accoglienza dei profughi raccoglie un coro di sì. Il Corriere Cesenate (Cesena-Sarsina) pubblica il messaggio del vescovo, monsignor Douglas Regattieri: “La diocesi, attraverso l’opera incessante della Caritas diocesana, si sta da tempo muovendo per reperire luoghi e spazi di sua proprietà adatti ad accogliere questi fratelli. Ma ora lo farà con un impegno maggiore”. La Valsusa (Susa) evidenzia che il vescovo, monsignor Alfonso Badini Confalonieri, “studia un piano per accogliere famiglie in Valle”. Dalle pagine del Corriere Eusebiano (Vercelli) il vescovo, monsignor Marco Arnolfo, invita “i parroci e i laici impegnati che intendono rendersi disponibili in attività di accoglienza a coordinarsi con la Caritas diocesana e gli uffici di Curia, al fine di rendere più organici ed efficaci gli interventi”. Gianpiero Moret, direttore dell’Azione (Vittorio Veneto), sottolinea: “Papa Francesco lanciando domenica scorsa il suo appello perché parrocchie, conventi, santuari alloggino una famiglia di profughi non ha fatto altro che ricordare una delle tradizionali opere di misericordia corporale: alloggiare i pellegrini. I pellegrini del nostro tempo sono i profughi e gli immigranti”. Paolo Busto, direttore della Vita Casalese (Casale Monferrato), fa notare: “Nella completa immobilità letargica dell’Onu e nella difficoltà di mettere d’accordo 28 Paesi della Comunità europea, di fronte alla tragedia dell’Africa e di alcuni Paesi asiatici con il terrorismo dell’Is e della sua Legione straniera, la forte e determinata voce di Papa Francesco si leva chiara a difesa dell’umanità, dei poveri e della pace indicando che ormai è iniziata la terza guerra mondiale, una guerra globale e fatta a rate, imprevedibile e terribile”. Secondo Vincenzo Rini, direttore della Vita Cattolica (Cremona), “è grazie all’immagine di Aylan e alle parole del Papa che molti in Europa hanno saputo trarre fuori dal loro tesoro nascosto di umanità/civiltà quell’atteggiamento che è l’unico a poter essere fondamento di convivenza civile, umana, fraterna”. “Come sempre, siamo col Papa e plaudiamo alle sue parole”, dichiara Giordano Frosini, direttore della Vita (Pistoia). Per Raffaele Mazzoli, direttore del Nuovo Amico (Pesaro, Fano e Urbino), “se la potenza delle immagini, della parola e del servizio è capace di risollevare la coscienza morale e riscrivere la voce ‘dovere’ gran merito va alle Chiese e in Italia alla Chiesa cattolica”. Giorgio Zucchelli, direttore del Nuovo Torrazzo (Crema), afferma: “Se migliaia di persone fuggono dalle guerre, non solo bisogna accoglierle, ma bisogna soprattutto far cessare le guerre e le ingiustizie perché non fuggano. Perché possano vivere una vita pacifica e serena nei loro Paesi d’origine”. Paolo Lomellini, direttore della Cittadella (Mantova), osserva: “Certamente nessuno immagina soluzioni facili e semplicistiche a drammi di questa complessità. Siamo consapevoli che la radice più profonda va ricercata in un nuovo ordine mondiale, con poteri più chiari e definiti a istituzioni internazionali come l’Onu o la nostra Unione europea, con un più diffuso senso della tolleranza e del rispetto democratico e con la riduzione degli squilibri economici. Tuttavia c’è l’urgenza dell’oggi, con il suo carico di drammi e sofferenze”. Anche la Voce della Vallesina (Jesi) interviene sulla questione: “A noi singoli non resta che favorire i disegni positivi dello Stato e collaborare all’invito del Papa: ogni parrocchia ospiti almeno una famiglia”. Secondo Luca Rolandi, direttore della Voce del Popolo (Torino), “per il cristiano non esiste un atteggiamento differente e diffidente verso l’umano. Non si deve dunque essere sprovveduti, ma conoscere le sfide, il cuore sulla terra e il volto rivolto al cielo. Non esiste un’accezione diversa nel comprendere ciò che sta accadendo nel Mediterraneo, sulle nostre coste e nel territorio della vecchia Europa”. Lauro Paoletto, direttore della Voce dei Berici (Vicenza), avverte: “L’anima dell’Europa passa anche per Valle di Castelgomberto dove l’ipotesi del parroco don Lucio Mozzo (al quale va tutta la nostra solidarietà) di assegnare l’ex-canonica all’associazione Papa Giovanni XXIII per l’accoglienza di alcuni profughi è stata fortemente contestata da una parte di parrocchiani”. Edoardo Tincani, direttore della Libertà (Reggio Emilia-Guastalla), ricorda che “la Chiesa di Reggio Emilia-Guastalla ha già accolto e continuerà ad accogliere i poveri: sono più di 500 i migranti transitati negli ultimi mesi per il nostro territorio”. Pier Giovanni Trossero, direttore dell’Eco del Chisone (Pinerolo), lancia una proposta: “Si tratta di coinvolgere tutti i Comuni richiedendo la loro disponibilità ad ospitare, ognuno, poche unità di rifugiati”. Giuseppe Rabita, direttore di Settegiorni dagli Erei al Golfo (Piazza Armerina), guarda a un altro aspetto della questione: “La vera ipocrisia europea consiste nel fatto che chi decide le sorti dei popoli sono le grandi multinazionali che lucrano i loro interessi nei Paesi del terzo mondo e soprattutto il commercio e il traffico delle armi che provocano tutte queste guerre; armi che sono per la gran parte prodotte e vendute proprio dagli Stati europei, Italia compresa. Papa Francesco non perde occasione nei suoi discorsi per deplorare questo traffico”. Sugli scafisti è l’intervento di Stefano Fontana, direttore di Vita Nuova (Trieste): “Oggi con i satelliti si può fotografare il sottoscritto che legge il giornale in giardino. Ci si chiede perché non sia possibile colpire questi malviventi prima che inizino i loro viaggi della violenza e della morte”.

Motu proprio sulle cause di nullità matrimoniale. Spazio anche per riflessioni sul Motu proprio di Papa Francesco. Emilio Pastomerlo, direttore dell’Araldo Lomellino (Vigevano), scrive: “Le decisioni del Papa sono ‘coraggiose’ proprio perché non si lasciano trascinare dalla cultura di oggi, ma perché con coraggio e sincerità scaturiscono proprio dalla capacità e soprattutto dalla volontà di guardare in faccia la realtà del nostro tempo, proprio per quanto riguarda la famiglia”. Vincenzo Tosello, direttore di Nuova Scintilla (Chioggia), rileva: “Il Papa intende agevolare l’interpretazione autentica dell’indissolubilità e offrire maggiore serenità interiore alle famiglie e alle persone in difficoltà, rendendo meno dolorosi e onerosi i fallimenti e rendendo più accessibile il ritorno ad una regolare vita sacramentale. I due documenti resi noti l’8 settembre (natività di Maria), furono firmati il 15 agosto (assunzione di Maria) ed entreranno in vigore l’8 dicembre (immacolata concezione di Maria): la scelta di feste mariane diventa simbolica di una richiesta di aiuto alla Madonna per il bene della Chiesa e della famiglia”. Gazzetta d’Asti (Asti) sottolinea che “l’innovazione di maggior peso rispetto al processo canonico per la dichiarazione di nullità matrimoniale finora vigente è l’abolizione della cosiddetta ‘doppia sentenza conforme’ che dai tempi di Papa Benedetto XIV (secolo diciottesimo) era richiesta per l’esecutività della sentenza stessa”.

Politica in Italia. Attenzione anche per le questioni politiche in casa nostra. “Torna al Senato il testo della sua riforma: si annunciano tempi duri per la maggioranza”, rileva Amanzio Possenti, direttore del Popolo Cattolico (Treviglio). Sul “nodo del Senato elettivo” e sulla “credibilità della politica” scrive il Corriere Apuano (Massa Carrara-Pontremoli): “Sullo sfondo di questi temi si muove la battaglia politica, essenzialmente dentro il Partito democratico”; di qui la constatazione che “non sono le istituzioni, ma la politica che le occupa, a determinare la qualità delle soluzioni ai problemi del Paese”. Bruno Cescon, direttore del Popolo (Concordia-Pordenone), si sofferma sulle promesse di Renzi: “Le promesse si basano su uno scenario ipotetico. Soprattutto si fondano su una ripresa dell’economia, che gli esperti intravedono, che non andrà al galoppo ma con il passo di chi deve camminare in montagna e sudare molto. Il governo non dice una cosa, tra le tante, che inciderà sulla vita di tutti. Che si deve tagliare ancora sulla sanità fornendo meno cure sanitarie. Non dice ancora il governo, e con lui tutta la politica, che invece si devono potare rami improduttivi dello Stato con eccesso di manodopera. Insomma che vi è l’obbligo di risparmiare dove vi è spreco ma non sui servizi essenziali. Gli italiani non vorrebbero essere presi in giro”.

Scuola. Riflessioni anche per la ripresa della scuola. “Contiamo davvero che la Buona Scuola sappia porre a tema la semplice evidenza che altre narrazioni, altri modelli pedagogici esistono. Modelli non necessariamente rigidi e gentiliani e altrettanto evoluti nell’utilizzo dei mezzi. Ma profondamente diversi nell’intendere la centralità dello studente. Capaci di una centralità che differisce al domani le gratificazioni della necessaria (e non da espungere come brutta e cattiva) fatica dell’oggi. Di una centralità che conosce il valore del merito e della conquista sfidante e graduale”, sostiene la Fedeltà (Fossano). Vincenzo Finocchio, direttore dell’Appennino Camerte (Camerino-San Severino Marche), osserva: “Il 9 luglio 2015 i deputati hanno approvato in via definitiva la riforma della scuola più come ‘La buona scuola’. La legge nei propositi iniziali era complessivamente una buona scuola, ma strada facendo ha inglobato tante correzioni e compromessi per cui ognuno può trarla dalla sua parte, specialmente per quanto riguarda la teoria del ‘gender'”. Salvatore Coccia, direttore dell’Araldo Abruzzese (Teramo-Atri), osserva: “Se il buon giorno si vede dal mattino …il rischio è che la nostra scuola italiana possa perdere la sua identità, rendendo opinabile ciò che prima era certo, innovando con teorie che rischiano di scardinare principi che da sempre sono stati da tutti condivisi. Noi non possiamo restare fuori da tutto ciò. Quelli che vanno a scuola sono i nostri ragazzi”. Un pensiero sulla scuola è offerto anche dal Nuovo Diario Messaggero (Imola): “Ci sono difficoltà, ma c’è del buono. La scuola è una delle espressioni più significative della vita umana: ne raccoglie il ricco patrimonio, le molte tradizioni, la storia, le tante contraddizioni e i limiti, ma soprattutto riceve la potenzialità e la bellezza di cui ogni bimbo, ragazzo e giovane è portatore”. Per Luigi Sparapano, direttore di Luce e Vita (Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi), oggi “la funzione docente” è “certamente più complessa che nel passato, quando poteva bastare il possesso delle conoscenze”.

Attualità ecclesiale. Non manca l’attualità ecclesiale. Emmaus (Macerata-Tolentino-Recanati-Cingoli-Treia) definisce la lettera del Papa sull’indulgenza del Giubileo “un bel segnale” perché “semplifica il linguaggio della Chiesa e l’avvicina all’umanità tribolata. La prima vicinanza il Papa la rivolge alle donne che hanno abortito e ai carcerati, a chi non può uscire di casa, a chi s’adopera nel soccorso al prossimo: afferma che ogni opera di misericordia è un ‘pieno’ atto giubilare”. Montefeltro (San Marino-Montefeltro) pubblica il messaggio del vescovo, monsignor Andrea Turazzi, per l’inizio dell’anno pastorale: “Dentro di noi e attorno a noi sentiamo il bisogno di essere accolti, capiti e salvati. Abbiamo l’impressione, nonostante il progresso scientifico e tecnologico e un certo benessere, di aver smarrito l’anima e il senso dell’esistenza. Se qualcuno ci amerà, ritroveremo la forza della speranza”. Roberto Pensa, direttore della Vita Cattolica (Udine), ricorda la nuova lettera pastorale dell’arcivescovo, monsignor Andrea Mazzocato, “Eterna è la sua misericordia”: “La lettera pastorale del nostro arcivescovo, ricollegandosi al Giubileo ci offre un bell’itinerario di conversione per tornare ad essere veramente cristiani. E nessuno può dire di non averne bisogno. Un cammino non facile, che collide frontalmente con le correnti materialiste e nichiliste prevalenti oggi nell’Occidente. Ma è l’unico stretto sentiero che oggi può disinnescare la paura e convincerci che il futuro dell’umanità non è uno scontro di civiltà ma un incontro dal quale può nascere una Europa rinnovata ma fedele alle sue radici”. Alberto Cavallini, direttore di Voci e Volti (Manfredonia-Vieste-S.Giovanni Rotondo), scrive della seconda lettera pastorale dell’arcivescovo Michele Castoro, “Va’ e d’ora in poi non peccare più (Gv 8, 11) – Generare nella misericordia”: “Il progetto pastorale indicato dal vescovo per l’anno avvenire e non solo, dedicato alla ‘Misericordia’, centro del Vangelo e parola d’ordine del prossimo anno giubilare voluto da Papa Francesco, è tutto incentrato su Dio, Misericordia infinita, che non esclude nessuno e non abbandona nessuno”. Luciano Sedioli, direttore del Momento (Forlì-Bertinoro), dedica il suo editoriale a don Erio Castellucci, sacerdote della diocesi di Forlì-Bertinoro, eletto vescovo di Modena-Nonantola (sarà consacrato domenica 12 settembre): “Il nuovo vescovo di Modena-Nonantola, vuole essere chiamato solo don Erio. Nel fare questa scelta è in buona compagnia, prima di lui, Antonio Bello, il compianto vescovo di Molfetta, per tutti era solo don Tonino”. Logos e ragioni della verità (Matera-Irsina) parla dell’assemblea diocesana 2015, da cui “è emerso il volto di una Chiesa giovane, in comunione vitale con il pastore, tra sacerdoti e laici, in cammino, desiderosa di partecipare e di valorizzare la grande risorsa che è la famiglia nella sua identità e per la missione che essa è chiamata a vivere nella società”. Il Ticino (Pavia) ricorda la lettura senza sosta della Bibbia nella cattedrale, il grande evento diocesano programmato dal 18 al 24 settembre per salutare e ringraziare il vescovo Giovanni Giudici: “Non sarà solo un evento simbolico, sarà un segno di reciproco amore, di gratitudine, di amicizia, di stima; per il passato, il presente e il futuro, nell’eternità. Non esiste congedo nella vita cristiana”. Il Piccolo (Faenza-Modigliana) parla delle centinaia di ragazzi che si mettono in gioco per regalare parte delle loro vacanze a servizio dei più piccoli e degli ammalati: “Conoscere i giovani, il loro mondo, il loro linguaggio e la loro rete di rapporti personali è una delle chiavi per aprire la porta del nostro futuro. La ricerca coordinata dalla Caritas diocesana è stata un aiuto alla lettura della realtà. Ma è anche una sfida educativa da accompagnare con una alleanza tra scuola, parrocchie, famiglie e società”. Kaire (Ischia) ricorda che “mercoledì 9 settembre nella sala maggiore dell’episcopio, si è tenuta la riunione d’insediamento del nuovo Consiglio pastorale diocesano”.

Il testo originale e completo si trova su:

http://www.agensir.it/sir/documenti/2015/09/00321039_il_dramma_dei_profughi_le_prime_pagine_de.html