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13 Aprile 2021

PAKISTAN (13 Aprile 2021)

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La scomparsa di I.A. Rehman, difensore dei diritti umani, studioso e scrittore

di Shafique Khokhar

Samson Salamat, presidente del movimento Rwadari Tehreek: “è stato un mentore, una guida e come un padre per innumerevoli difensori dei diritti umani in Pakistan e in tutto il mondo”.

Lahore (AsiaNews) – I.A. Rehman (Ibn Abdur Rehman) è morto 12 aprile all’età di 90 anni. Ex segretario generale della Commissione per i diritti umani del Pakistan, scrittore e giornalista, era nato nel settembre 1930 a Haryana, in India. Oltre a lavorare con diversi giornali e pubblicare centinaia di articoli a livello locale e internazionale, Ibn Abdur Rehman è stato l’autore di tre libri: Jinnah as a Parliamentarian (co-editor), Arts and Crafts of Pakistan e Pakistan under Siege, una raccolta dei suoi editoriali. Gli attivisti, gli scrittori e le persone emarginate di tutto il Paese lo piangono e pregano affinché la sua anima riposi nella pace eterna.

Parlando ad AsiaNews Samson Salamat, presidente del movimento Rwadari Tehreek ha dichiarato: “A nome di tutti i membri di Rwadari Tehreek Pakistan, vorrei esprimere le condoglianze a tutta la comunità di difesa dei diritti umani perché abbiamo perso il nostro tutore nella lotta per i diritti umani”. Nella sua dichiarazione Samson Salamat ha porto le sue condoglianze alla famiglia di I.A. Rehman. Rendendo omaggio allo scomparso, il presidente di Rwadari Tehreek ha affermato che abbiamo perso il nostro tutore le cui parole e azioni per il progresso dei diritti umani e delle libertà civili sono sempre state fonte di ispirazione e coraggio. “I.A. Rehman – ha aggiunto – è stato un mentore, una guida e come un padre per innumerevoli difensori dei diritti umani in Pakistan e in tutto il mondo e non c’è dubbio che vivrà sempre nei cuori delle persone e delle comunità emarginate che hanno perso il più grande difensore dei loro diritti”.

Ifran Mufti, vicedirettore del South Asia Partnership Pakistan (SAP-Pak) ha dichiarato: “Oggi abbiamo perso I.A. Rehman, una persona dalle grandi gesta, intelletto e instancabile missionario per i diritti umani e lo sviluppo democratico. Per tutta la sua vita ha avuto un grande impatto attraverso il suo giornalismo senza paura e basato sui principi e poi come grande difensore dei diritti umani. Nella mia interazione con lui per più di 30 anni l’ho trovato una persona di grandi valori, un missionario senza compromessi per la dignità umana, appassionato della pace e della non violenza e un sostenitore della cooperazione regionale nell’Asia meridionale. Era una coscienza della nostra generazione, un mentore per tutti noi nella lotta per la democrazia e la pace.

Con la sua penna di giornalista, le sue parole di scrittore e le sue azioni di difensore dei diritti umani ha combattuto molte battaglie contro la tirannia, le dittature, l’oppressione, la violenza e le sofferenze umane. Oggi è finita un’era di diritti umani e di lotta democratica. Riposa nella pace eterna Rehman Sahib, l’hai guadagnata con le tue parole e le tue azioni”.

Xari Jalil, una nota giornalista, ha detto: “le parole mi mancano, oggi, mentre piangiamo la scomparsa di Rehman Sahib. Qualunque cosa dicessi, sarebbe un cliché – che ha lasciato le persone senza voce, che ora siamo senza un tutore, un protettore; che ha rappresentato così tanto. C’è stata una persona che ha incontrato Rehman Sahib e non è rimasta colpita dalla sua forza ed energia? In un’età fragile in cui si cerca la pensione, Rehman Sahib è stato visto sostenere instancabilmente i principi dei diritti umani, sempre pronto ad appoggiare e proteggere coloro che sentiva stavano facendo un lavoro genuino”. “C’è – ha aggiunto – qualcuno che non sia stato toccato dalla sua compassione ed empatia, dalla sua gentilezza? C’è qualcuno che si è perso il valore che emanava ogni volta che parlava? Non aveva paura. Quando parlava contro i poteri forti, lo diceva ad alta voce, tagliente e asciutto. Spesso abbiamo dato per scontata la sua presenza. Era sempre lì, ovunque, con la gente che gli svolazzava intorno ogni volta che era nei paraggi. Chiediamo a Rehman Sahib. Hai un oratore principale da trovare? Che ne dici di Rehman Sb. Hai bisogno di trovare una persona esperta per condurre una campagna? Nessuno meglio di Rehman Sahib”.

“Ora – ha detto ancora – Rehman Sahib se ne è andato, come tutti gli uomini e le donne devono andarsene. E non ci potrà mai essere un altro Rehman Sahib nelle ere a venire, proprio come non ci sarà mai un altro Asma Jahangir, o Abdul Sattar Edhi. E questo è il pensiero angosciante. Lui e il suo lavoro non saranno mai dimenticati e non importa quanto bene lo mascheriamo, il colpo è stato duro e il suo segno profondo. Speriamo che il lavoro della sua vita produca altri come lui. Le mie più sentite condoglianze alla sua famiglia”.

Parlando ad AsiaNews, Dil Nawaz, ricercatore in in Interfaith Dialogue and Theology alla Liverpool Hope University, nel Regno Unito, ha dichiarato: “I.A. Rehman è stata una figura paterna delle lotte del Pakistan per le libertà e i diritti umani. Nel corso degli anni io personalmente e molti altri giovani abbiamo imparato molto da lui. I miei genitori erano con lui all’inizio della Commissione per i diritti umani del Pakistan nel 1987. La sua saggezza, conoscenza e coraggio ci mancheranno. Ha sacrificato suo nipote, l’avvocato Rashid Rehman, martirizzato nella lotta contro le leggi sulla blasfemia. Il suo contributo sarà ricordato quando qualcuno scriverà la storia di Paksitan in modo imparziale”.

Il testo originale e completo si trova su:

http://www.asianews.it/notizie-it/La-scomparsa-di-I.A.-Rehman,-difensore-dei-diritti-umani,-studioso-e-scrittore-52859.html