Redazione Esteri mercoledì 4 marzo 2020
L’iniziativa è partita dall’arcidiocesi di Karachi e dalla Commissione nazionale Giustizia e pace della Conferenza episcopale pachistana. “Fermate le violenze contro i musulmani”
Una moschea devastata nei giorni scorsi a New Delhi

Una moschea devastata nei giorni scorsi a New Delhi – Reuters

 

L’arcidiocesi di Karachi e la Commissione nazionale Giustizia e pace della Conferenza episcopale pachistana chiedono a tutti i fedeli cristiani di digiunare venerdì per i musulmani e la pace in India. Lo fa sapere l’agenzia Asianews. Recenti scontri di matrice religiosa hanno sconvolto Delhi. Diversi musulmani nella capitale indiana sono finiti nel mirino di gruppi oltranzisti indù: il bilancio attuale è di circa 40 morti e 300 feriti. La comunità islamica indiana è ai ferri corti con il governo di Narendra Modi, che ha da poco introdotto una legge sulla cittadinanza che discriminerebbe i fedeli dell’islam. Il cardinale Joseph Coutts, arcivescovo di Karachi, esprime grave preoccupazione per quanto sta accadendo in India, e chiede alle autorità indiane di prendere tutte le misure necessarie per garantire la sicurezza di tutti i propri cittadini, senza riguardo della fede o della casta di appartenenza.
Saleh Diego, vicario generale e membro della Commissione nazionale per il dialogo interreligioso dell’arcidiocesi di Karachi, è sulla stessa lunghezza d’onda. Egli apprezza la posizione del Primo ministro Imran Khan, che in un recente post su Twitter ha promesso di difendere tutte le minoranze che vivono in Pakistan:”Chiunque prenderà di mira i non musulmani, e i loro luoghi di preghiera nel nostro Paese, sarà trattato severamente. Le minoranze hanno gli stessi diritti di tutti gli altri cittadini”.

La tensione è salita in relazione alla nuova legge sulla cittadinanza, che i critici considerano una minaccia alla società secolare indiana e un modo per marginalizzare ulteriormente i 200 milioni di musulmani nel Paese. Mentre il premier Narendra Modi si preparava a ricevere il presidente statunitense Donald Trump, un gruppo di manifestanti musulmani ha protestato contro la legge che agevola la naturalizzazione per alcune minoranze religiose dai Paesi vicini, ma non per i musulmani. Sono seguite violenze con gli abitanti indù, con attacchi con armi da fuoco, spade, barre di metallo e asce.

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