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Federico Peirone

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19 Giugno 2013

PALESTINA – ( 19 Giugno )

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Simulazione di rapimenti e uso di armi

Gaza, i campi estivi di Hamas per bimbi

 

Migliaia di palestinesi tra 6 e 15 anni parteciperanno ad attività di stampo militare. Il premier Haniyeh:  «Così insegniamo i valori del jihad»

francesca paci

INVIATA AL CONFINE DI GAZA

A Kerem Shalom, l’unico varco per le merci in entrata e in uscita da Gaza, c’e’ il solito andirivieni di tir provenienti da Israele, Cisgiordania e dai paesi donatori (compresi gli aiuti delle organizzazioni internazionali): al mattino presto arrivano soprattutto frutta e riso, nel primo pomeriggio i camion scaricano mobili, utensili per la casa, anche vasche da bagno jacuzzi. Si stima che nel 2012 il traffico di merci tra Gaza, Cisgiordania e Israele abbia raggiunto 4,5 miliardi di dollari (la maggior parte è import ma c’è anche un po’ di export come per esempio le fragole).   

«Da un paio di settimane non arrivano più le bottiglie di aranciata e coca cola perché Hamas ha avviato una fabbrica dentro Gaza e privilegia il mercato interno, per il resto siamo alla solita media di circa 400 carichi al giorno, business as usual» spiega agli ospiti dell’Europe Israel Press Association il responsabile della struttura dove lavorano 120 impiegati di cui 53 palestinesi. Sembra impossibile che solo sette mesi fa da queste parti infuriasse la battaglia, ma l’operazione “Pillar of Defence” lanciata dal premier Netanyahu a ridosso delle elezioni pare aver restituito la routine alla popolazione israeliana della zona. Secondo il sindaco di Sderot David Buskilla «anche le persone che non volevano il cessate il fuoco e che premevano perché l’esercito la facesse finita una volta per tutte con il terrorismo si stanno rendendo conto che questa operazione è stata forse ancora più efficace di quella del 2009».  

Eppure, al di là della barriera che separa Israele da Gaza, oltre questi blocchi di cemento oltre i quali i tir passano sotto uno scanner capace di controllorare 100 tonnellate di merci in 7 minuti, la situazione non è esattamente normale e non solo per la vita misera degli oltre un milione e mezzo di abitanti, la stragrande maggioranza dei quali dipendenti al cento per cento dagli aiuti umanitari. 

Hamas, al potere a Gaza dal 2007, è in difficoltà. I soldi dell’Iran che finora hanno arricchito l’arsenale degli arcinemici di Israele finiscono ormai solo nelle tasche della Jihad islamica, ancora più radicale di Hamas, mentre altri gruppi estremisti salafiti vengono finanziati dal Golfo. L’Egitto di Morsi, sulla carta alleato di Hamas in virtù della comune appartenenza alla Fratellanza Musulmana, si sta rivelando meno solidale di quanto ci si aspettasse anche perché l’esercito egiziano che non ama Morsi lo mette continuamente in difficoltà distruggendo i tunnel del contrabbando sotto Rafah, fonte di grande guadagno per Hamas. I ragazzi di Gaza guardano con invidia i fratelli ribelli in Egitto, Tunisia e Libia e l’antica amicizia tra Hamas e Hezbollah (alleato dell’Iran) sta venendo meno per via della questione siriana (Hamas sostiene i ribelli e Hezbollah sostiene Assad). Hamas infine, potendo contare su meno donatori, tassa tutto quello che può, le sigarette in arrivo dai tunnel (3 shekel a pacchetto) ma anche il cibo che passa da Kerem Shalom, inimicandosi ancor più i consumatori.  

L’unica chance per evitare la rabbia della popolazione è distrarla. Cosi, rivela l’Idf, l’esercito israeliano, anche quest’anno Hamas (in collaborazione con Jihad islamica e Comitati di resistenza popolare) offre campi estivi ai bambini di Gaza. Solo che come attività sociali, migliaia di piccoli palestinesi tra i 6 e i 15 anni non faranno esclusivamente sport ma anche training militare, compreso l’addestramento alle armi e la simulazione di rapimenti di soldati israeliani. Il premier di Hamas Ismail Haniyeh conta di avere almeno 100 mila partecipanti ai campi estivi pensati per insegnare «i valori e la forza morale insiti nello spirito del jihad». Per chi dissente dalla retorica islamista restano i campi estivi dell’agenzia Onu per i rifugiati UNHCR che dovrebbe ospitare 150 mila bambini. 

Non è la prima volta che Hamas si dedica al “tempo libero” dei piu piccoli. Lo scorso anno la France Press raccontò come tra le attività estive venisse privilegiato l’uso dell’AK-47, la fuga attraverso i cavalli di frisia, la dimestichezza con gli esplosivi. 

 

«Hamas è sempre più impopolare a Gaza anche perché da mesi ha iniziato a islamizzare pesantemente i costumi, l’ultimo episodio è stata la legge che impone scuole separate tra maschi e femmine ai bambini sopra i nove anni» aggiunge il tenente colonnello Oren Hoasz, responsabile della base che coordina il valico di Erez. Che effetto avranno da queste parti le elezioni iraniane, che secondo il quotidiano Haaretz rinviano l’evventuale attacco israeliano al 2014? E la situazione in Siria? L’evoluzione/involuzione della transizione egiziana? Gaza è al centro del terremoto regionale ma sembra sempre più isolata.  

 

Il testo completo si trova su:

http://www.lastampa.it/2013/06/19/esteri/simulazione-di-rapimenti-e-uso-di-armi-gaza-i-campi-estivi-di-hamas-per-bimbi-vrKfBcHUROaimhT2TyZmyI/pagina.html