foto SIR/Marco Calvarese

“I cuccioli dell’Isis. L’ultima degenerazione dei bambini soldato”: si intitola così il libro di padre Stefano Luca, frate cappuccino, docente di Islamistica presso lo Studio Teologico Laurentianum di Venezia e consultore della Cei per i rapporti con i musulmani. Nel volume (Edizioni Terrasanta), uscito ieri, viene analizzato il processo di reclutamento dei minori da parte del cosiddetto Stato islamico nelle sue diverse fasi: le giustificazioni storiche, le motivazioni, l’addestramento e i ruoli ricoperti dai bambini denominati “cuccioli del califfato”. Padre Luca, che nel 2007 si è diplomato presso l’Accademia dei filodrammatici di Milano, specializzatosi poi in Teatro nei contesti di emergenza e che dal 2019 dirige il dipartimento Capuchin social theatre (capsocialtheatre.org), nel libro presenta anche il programma innovativo di cui è direttore (Against extremism – rehabilitation and reintegration social theatre program) e che, soprattutto attraverso i linguaggi del teatro sociale, mira “a scardinare e disinnescare l’imprinting jihadista dei cuccioli del califfato, restituendo loro un nome e un futuro”. La prefazione del libro è curata da mons. Georges Abou Khazen, vicario apostolico latino di Aleppo: “Negli ultimi anni – scrive il presule – stiamo assistendo al proliferare del fenomeno dei bambini soldato in Africa, Medio Oriente e altrove. In modo del tutto particolare il fenomeno dilaga tra i gruppi islamici estremisti e fondamentalisti e questo incutendo paura e al contempo compassione. Partendo dalla dottrina classica del jihad, padre Stefano Luca ne mostra il progressivo slittamento al jihadismo, mettendo in luce la dottrina così come la si deduce dal Corano, dagli hadith, dalla shari’a, dalla Sunna, dai vari giuristi dell’Islam, dalle fatwe degli imam e dalla tradizione lungo i secoli fino ai giorni nostri. In questo percorso si evincono le diverse e sempre valide interpretazioni che, però, spesso non concordano tra loro giungendo a volte a risultare persino contraddittorie. Questa mancanza di unanimità è evidente soprattutto quando si tratta dell’età e delle cause che esigono l’arruolamento dei bambini”. “Con il suo libro – conclude mons. Abou Khazen – l’autore ci mette in mano uno strumento per prendere coscienza dell’ultima degenerazione dei ‘bambini soldato’: i ‘bambini estremisti’, alias ‘cuccioli dell’Isis’ e ci aiuta a elaborare piani di intervento”.