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Federico Peirone

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13 Ottobre 2015

TURCHIA – ( 13 Ottobre 2015 )

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Proteste in Turchia contro Erdogan

Manifestanti a Istanbul - AP

Manifestanti a Istanbul – AP

Dopo 48 ore, il premier turco Davutoglu afferma ufficialmente che la prima pista considerata per la  strage di sabato scorso ad Ankara è quella dei miliziani del sedicente Stato islamico. Intanto il bilancio dei morti accertati è di 97, sei di loro sono ancora senza nome. Il servizio di Fausta Speranza

“Attacco suicida. Pista più attendibile, l’Is”. Questa la versione delle autorità turche che parlano di due kamikaze uomini, di analisi del dna e di diversi sospettati di complicità fermati.  E poi, legame  con l’attentato  il 20 luglio a Suruc, che uccise 33 attivisti filo-curdi.  E sospetti sulla cellula jihadista  nella provincia orientale di Adiyaman. Inoltre le autorità ricordano le minacce del Califfato alla Turchia.  Davutoglu respinge le accuse di falle alla sicurezza, anche se promette indagini in merito. “Hanno cercato di influenzare le elezioni – spiega – ma non trasformeranno la Turchia nella Siria”. Il clima resta molto teso. Nel pomeriggio, un allarme bomba ha costretto alla chiusura una linea della metro di Ankara. Al microfono di Marco Guerra,   Dundar Kesapli, giornalista turco inviato in Italia:

“Nella storia della Repubblica Turca è, forse, il più grande attentato compiuto nella capitale Ankara e oltretutto a poche settimane dalle elezioni. Quindi c’è chiaramente attesa e tensione, perché non è una situazione assolutamente accettabile e viene condannata da tutti. io ho la sensazione che questi attentati siano collegati con l’estero, ma siano stati compiuti dall’interno.”

Il riferimento al voto sta anche nelle parole di protesta delle migliaia di turchi, soprattutto  intellettuali ma non solo, che hanno proclamato ieri e oggi lo sciopero generale, scendendo in piazza a manifestare contro il governo.   Negli slogan, espressioni di protesta contro lo Stato definito assassino  e il presidente Erdogan, accusato di aver fomentato la violenza per recuperare consensi in vista delle elezioni anticipate del primo novembre. Un voto al quale, dopo la strage, i partiti arriveranno sottotono: oggi sia l’Akp di Davutoglu che le opposizioni socialdemocratica e filo-curda hanno annunciato la sospensione dei comizi per i prossimi giorni.   

Il testo originale e completo si trova su:

http://it.radiovaticana.va/news/2015/10/13/in_turchia_migliaia_di_manifestanti_contro_governo_e_erdogan/1178787