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Federico Peirone

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15 Dicembre 2014

TURCHIA – ( 15 Dicembre )

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ARRESTI DI GIORNALISTI
 
L’insopportabile bavaglio turco

 
La repressione contro le voci libere continua… È la sintesi di quanto avvenuto ieri in Turchia. La polizia ha infatti effettuato una serie di arresti nell’ambito di un’operazione lanciata contro esponenti politici e giornalisti legati a “Fethullah Gulen”, nemico del premier Erdogan. Il blitz in 13 città ha portato in carcere almeno 27 persone, mentre in totale sarebbero stati spiccati 32 mandati. Tra gli arrestati: Ekrem Dumanli, direttore del quotidiano “Zaman”, uno dei più importanti nel Paese; Hidayet Karaca, che guida il network televisivo “Samanyolu Media Group”, e lo sceneggiatore di una soap opera, cui il governo imputa dialoghi “eversivi”. Nomi importanti per i media turchi. In modo particolare, il fermo di Dumanli rischia di rivelarsi un clamoroso boomerang. Prima del suo arresto, infatti, davanti alla sede del quotidiano, a Istanbul, si erano radunate circa 500 persone con cartelli che recavano la scritta: “Giù le mani dalla libertà di stampa”.
Fin qui la cronaca, cui sono seguite le condanne di Unione europea e Stati Uniti. Quanto avvenuto va “contro i valori europei e gli standard a cui la Turchia aspira di fare parte”, si legge nella nota dell’Alto Rappresentante per la politica estera Ue, Federica Mogherini, e del Commissario alla politica di vicinato, Johannes Hahn. “La libertà di stampa, processi giusti e un sistema giudiziario indipendente – ha detto Jen Psaki, portavoce del Dipartimento di Stato Usa – sono elementi chiave in ogni democrazia. Come alleati e amici della Turchia, chiediamo alle autorità turche di assicurare che le loro azioni non violino questi valori chiave e le fondamenta democratiche del Paese”. Per non seguire quel trend preoccupante che va sempre più emergendo in tutta l’area mediorientale, si potrebbe aggiungere. Basta pensare a quanto sta avvenendo in Egitto con la giunta di Al Sisi che arresta giornalisti, condanna a morte oppositori, spia circoli progressisti. Oppure in Iraq con l’offensiva Isis. Senza dimenticare la Siria… Che Erdogan stia sfruttando tutte queste situazioni per consolidare il proprio potere e regolare i conti con gli oppositori? Proprio per non giungere a questa deriva, è importante, ora più che mai, il ruolo dell’Unione europea. La strada verso il futuro passa non dalla repressione, ma dalla garanzia delle libertà. Quella della stampa compresa.
 
Il testo originale e completo si trova su:

http://www.agensir.it/sir/documenti/2014/12/00301224_l_insopportabile_bavaglio_turco.html