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Federico Peirone

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21 Ottobre 2013

EGITTO – ( 21 Ottobre )

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Egitto: attacco a chiesa copta. Cristiani chiedono al governo di essere protetti



Nuove violenze anticristiane in Egitto. Quattro persone, fra cui due bambine di 8 e 12 anni, sono morte e altre 18 sono rimaste ferite, ieri sera, a seguito di un attacco a colpi di arma da fuoco davanti a una chiesa cristiano-copta alla periferia del Cairo. Stamani le autorità egiziane hanno arrestato cinque persone, quattro delle quali appartenenti ai Fratelli Mussulmani. Unanime la condanna del mondo politico e religioso e della stessa Fratellanza che ha chiesto l’apertura di un’inchiesta. Rabbia fra i cristiani, che hanno indetto per domani manifestazioni di piazza contro la mancata protezione. Marco Guerra ha raccolto il commento di padre Hani Bakhoum, segretario del patriarcato di Alessandria:RealAudioMP3

R. – Si sta cercando di creare questa divisione tra cristiani e musulmani in Egitto, dimostrando che il problema in Egitto è un problema religioso. Per dire la verità: la questione è che tutto l’Egitto è contro il terrorismo! Anche ieri è stato fatto questo attentato in maniera veramente orribile… Questo è un passo avanti verso un totale terrorismo: ormai si iniziano ad attaccare apertamente le chiese. C’è il desiderio di creare una tensione all’interno del Paese tra cristiani e musulmani. Come segretario del Patriarca posso anche dire che il problema qua non è tra cristiani e musulmani: si tratta di atti terroristici!

D. – Oggi la condanna è unanime. Anche i Fratelli musulmani hanno chiesto l’apertura di un’inchiesta…

R. – Io ho ascoltato tutte queste condanne, però io spero che questo sia anche a livello pratico nella realtà e che nella vita quotidiana ci sia questo atteggiamento di condanna. Senz’altro noi ringraziamo tutti quelli che hanno condannato l’attacco, però bisogna anche iniziare a fare un lavoro sul campo: creare insieme – cristiani e musulmani – questo spirito di collaborazione, e di pace, questi valori umani. Così allora noi condanniamo veramente questi atti. Non bastano le parole, c’è bisogno anche di fatti.

D. – La Chiesa cattolica copta come si pone davanti a questo difficile passaggio di transizione? State chiedendo più protezioni?

R. – Chiedere la protezione? Io confermo che i cristiani in Egitto sono una parte integrante del Paese: se chiedono protezione la chiedono al governo egiziano, al ministero dell’Interno egiziano. Questo è importante! Mai i cristiani hanno chiesto una protezione esterna: anche come Chiesa cerchiamo seriamente di collaborare con lo Stato per creare uno spirito di collaborazione. La Chiesa cattolica pesa tanto sulla formazione delle persone e questo è il punto importante: una formazione umana, totale, e non solo religiosa. Perché noi crediamo che quando ci sono delle persone ben formate, ecco allora che si può fare veramente una civiltà basata sui diritti umani.

Testo proveniente dalla pagina

 
http://it.radiovaticana.va/news/2013/10/21/egitto:_attacco_a_chiesa_copta._cristiani_chiedono_al_governo_di/it1-739202

del sito Radio Vaticana