Redazione Internet lunedì 29 gennaio 2018
Dopo il sanguinoso attentato taleban di sabato, che ha fatto oltre 100 morti, arriva la risposta dei jihadisti. Feriti 16 soldati
Un soldato afgano di guardia all'accademia militare di Kabul (Ansa)

Un soldato afgano di guardia all’accademia militare di Kabul (Ansa)

Non si ferma l’ondata di violenza in Afghanistan: due giorni dopo il sanguinoso attentato taleban con un’ambulanza-bomba che sabato ha provocato più di 100 vittime, il Daesh ha sferrato un attacco kamikaze contro una base militare a Kabul. Undici soldati sono morti e altri 16 sono rimasti feriti. Il compound attaccato si trova vicino all’accademia militare Marshal Fahim: per questo in un primo momento sui media si è parlato di attacco all’accademia militare, poi smentito dal governo di Kabul.

Dawlat Waziri, portavoce del ministero della Difesa, ha riferito che due aggressori si sono fatti esplodere e altri due sono stati uccisi, mentre un altro è stato arrestato dalle forze di sicurezza. Secondo Site Intel Group, un’organizzazione che monitora le attività dei militanti online, a compiere l’attentato sono stati membri del Daesh. Un giubbotto suicida, quattro kalashnikov e un lanciarazzi sono stati sequestrati ai militanti, ha aggiunto Waziri.

Il 21 ottobre scorso 15 cadetti dell’accademia militare di Kabul furono uccisi da un kamikaze che si schiantò con il pullman sul quale viaggiavano. Nelle ultime due settimane, Kabul è stata teatro di una serie di attentati, quasi giornalieri, il penultimo dei quali, sabato, è stato il più grave da diversi mesi.

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L’appello del Papa

Ieri all’Angelus il Papa ha invitato a pregare per l’Afghanistan dopo «la dolorosa notizia della terribile strage terroristica compiuta nella capitale Kabul, con quasi cento morti e numerosi feriti». Francesco ha ricordato come già «pochi giorni fa un altro grave attentato, sempre a Kabul, aveva seminato terrore e morte in un grande albergo». «Fino a quando il popolo afgano dovrà sopportare questa disumana violenza?», si è chiesto il Papa. «Preghiamo – ha esortato rivolto alla folla di piazza San Pietro – per tutte le vittime e per le loro famiglie; e preghiamo per quanti, in quel Paese, continuano a lavorare per costruire la pace».

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