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Federico Peirone

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1 Ottobre 2011

ASIA/PAKISTAN – (1 Ottobre)

L’Anno della Missione, fra gli ostacoli dell’estremismo e dell’islamizzazione
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Karachi (Agenzia Fides) – E’ stato lanciato oggi a Karachi “l’Anno della Missione” in Pakistan. Come riferito a Fides, la Chiesa locale ha dato il via all’iniziativa, incentrata sul tema “Duc in Altum”, a conclusione di un seminario di tre giorni in cui circa 100 fra Vescovi, sacerdoti, religiosi, laici, teologi dalle sette diocesi del Pakistan si sono confrontati per approfondire le sfide della missione nel paese. I cristiani in Pakistan sono una esigua minoranza (il 2% della popolazione, fra i quali un milione di cattolici), esposta a pressioni dei gruppi radicali islamici, problemi di ingiustizia, discriminazione, limitazione della libertà religiosa, nonchè povertà ed emarginazione. Ma, nonostante la situazione difficile, “la chiamata ad essere missionari è universale e ci tocca da vicino”, ha ricordato nella Santa Messa inaugurale S. Ecc Mons. Max John Rodrigues, Vescovo di Hyderabad e Presidente della “Commissione per la Missione” nella Conferenza Episcopale. Il Vescovo ha rimarcato l’importanza di evangelizzare il Pakistan nel contesto attuale, citando le parole di San Paolo: “Guai a me se non predicassi il Vangelo”. L’occasione per lanciare l’Anno della Missione (1° ottobre 2011 – 30 settembre 2012) è il 60° anniversario di fondazione delle Pontificie Opere Missionarie (POM) in Pakistan, ha spiegato p. Mario Rodrigues, Direttore Nazionale delle POM, mentre p. Emmanuel Asi, Presidente della Commissione “Giustizia e Pace” dei Vescovi ha sviluppato il tema “Duc in Altum” in prospettiva biblica. Invitando ogni fedele pakistano a “confrontarsi con la vocazione dell’Apostolo Pietro”, p. Asi ha detto che “Duc in Altum è una chiamata a diventare discepoli missionari di Gesù”. Nei gruppi di studio e riflessione, i partecipanti hanno sottolineato gli ostacoli che i cristiani affrontano nel fare missione in Pakistan: il fondamentalismo religioso, l’estremismo, l’islamizzazione, la scarsa libertà di evangelizzare, ma anche la mancanza di fede, sentimenti come la paura e la depressione “quando il lavoro non porta frutto”. Nell’Anno della Missione, la Chiesa in Pakistan cercherà, fra l’altro, di essere presente nei mezzi di comunicazione, curare la formazione dei laici e le comunità ecclesiali di base, aprendo “nuovi orizzonti al Vangelo in Pakistan”. (PA) (Agenzia Fides 1/10/2011)


Il testo completo si trova su:

 
http://www.fides.org/aree/news/newsdet.php?idnews=37363&lan=ita