Benvenuti nel sito della Chiesa Cattolica di Torino

Centro
Federico Peirone

Seguici su
Facebooktwitterrssyoutubeinstagram

ASIA/PAKISTAN – (7 Novembre)

"Minoranze discriminate, mentre l’estremismo cresce" dice il Presidente della Conferenza Episcopale, a un anno dalla condanna di Asia Bibi
Facebooktwitterpinterestlinkedinmail
Islamabad (Agenzia Fides) – “Le minoranze religiose in Pakistan subiscono discriminazioni nel silenzio del governo e delle istituzioni”, mentre “l’estremismo islamico è cresciuto fortemente negli ultimi anni e condiziona la vita sociale e politica del paese”: è quanto dichiara in un colloquio con l’Agenzia Fides Sua Ecc Mons. Joseph Coutts, Vescovo di Faisalabad e Presidente della Conferenza Episcopale del Pakistan, a un anno dalla condanna a morte di Asia Bibi, la donna e madre cristiana accusata ingiustamente di blasfemia e condannata dal tribunale di Sheikupura l’8 novembre 2010.
“A un anno da quel tragico verdetto – spiega il Vescovo Coutts a Fides – le condizioni delle minoranze religiose non sono cambiate in meglio, anzi: il paese è afflitto da gravi problemi politici, economici, sociali, morali, religiosi che si riflettono sui cittadini musulmani e non musulmani. In un anno, il paese ha perso due alfieri contro la legge sulla blasfemia, Shabhaz Bhatti e Salman Taseer, mentre quella legge iniqua non è stata toccata né messa in discussione”. “Intanto – prosegue il Vescovo – è cresciuto il fenomeno dell’estremismo islamico, con gruppi che intendono apertamente imporre la legge islamica e formare una teocrazia. La loro opera affligge le minoranze cristiane e indù ma anche altre minoranze, come ahmadi e sciiti. E’ un fenomeno complesso e preoccupante, che tocca l’intera struttura e l’intero sistema del paese”. In particolare, nota il Vescovo, “tali gruppi estremisti hanno una forte influenza sui tribunali: si tratta di pressioni indirette sui giudici e sui testimoni, che condizionano le sentenze e pregiudicano l’applicazione del diritto, lasciando molte persone, spesso membri delle minoranze, senza giustizia”. In tale delicata fase, “come Chiesa cattolica e come comunità cristiana, stiamo lavorando accanto alla società civile, per promuovere una nuova cultura fatta di dialogo interreligioso, armonia sociale, fratellanza, comprensione reciproca, accanto a tutti gli uomini di buona volontà, di qualunque fede” e, conclude Mons. Coutts, “vedo che anche tale movimento di idee e di azione è in crescita, lasciando una speranza per il futuro del paese”. (PA) (Agenzia Fides 7/11/2011)

Il testo completo si trova su:


http://www.fides.org/aree/news/newsdet.php?idnews=37655&lan=ita